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martedì 22 Settembre 2026

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Le alghe del mare: un tesoro sottoutilizzato e un progetto per cambiarne il destino

Le alghe del mare offrono potenzialità infinite, ma le normative ostacolano il loro utilizzo. Un progetto cerca di cambiare la situazione.

Le alghe, spesso malviste dai turisti e dai bagnini, rappresentano un tesoro nascosto per chi le studia. Raccolte in mare, queste macroalghe possono essere utilizzate in diversi settori, come la cosmesi, la farmacologia, la bioplastica edibile e il cibo per animali. Tuttavia, il loro utilizzo è ostacolato da una mancanza di regole chiare e coerenti. È il caso del progetto Ulisse, che cerca di superare questi limiti per aprire nuove opportunità economiche e ambientali.

Un tesoro del mare in cerca di riconoscimento

Le alghe, pur essendo considerate un problema per le spiagge, sono in realtà ricche di nutrienti e hanno un impatto positivo sull’ambiente. Sono in grado di assorbire notevoli quantità di CO2 e azoto, contribuendo alla salute del mare. Nonostante cinque estinzioni di massa, la loro morfologia è rimasta invariata da 480 milioni di anni, dimostrando la loro resistenza e adattabilità.

Le alghe non solo si possono mangiare, ma possono essere utilizzate in modi diversi e innovativi.

Antonio Morritti, dottore in scienze biologiche e presidente di Itaca, una cooperativa dedicata all’innovazione e alla tecnologia delle alghe, ha sottolineato come queste piante marine possano essere utilizzate in vari ambiti. “Hanno gusti interessanti e sono ricchissime di nutrienti importanti”, ha spiegato. “Per questo possono essere utilizzate nella cosmesi, nella farmacologia, per fare la bioplastica edibile e il cibo per animali”.

Un progetto per superare le barriere normative

Il progetto Ulisse, sviluppato da Itaca, mira a creare una nuova forma di economia circolare basata sull’uso delle alghe. Tuttavia, la mancanza di un disciplinare chiaro per il loro trattamento e l’uso ne ostacola lo sviluppo. “Con il progetto Ulisse stiamo sviluppando prodotti alimentari a base di alghe”, ha detto Morritti. “Ma a causa dell’attuale quadro normativo molto frammentato, siamo costretti a trasformare prodotti stranieri”. Per superare questa situazione, la cooperativa sta redigendo uno studio sulle norme igieniche e sanitarie per condividere con le Regioni interessate.

Le alghe potrebbero diventare una risorsa chiave per l’economia circolare e l’occupazione.

Nonostante le sfide, le alghe continuano a offrire opportunità. “Sono presenti sulla Terra da 480 milioni di anni e non hanno mai cambiato la loro morfologia”, ha sottolineato Morritti. “Sono organismi fantastici, che sequestrano le sostanze azotate e fissano notevoli quantità di CO2. Da loro dipende in gran parte la salute del mare”. In attesa degli sviluppi futuri, si può però continuare a contare sui doni poco conosciuti che le macroalghe dispensano ogni giorno.

  • Le alghe possono essere utilizzate in cosmesi, farmacologia e alimentazione.
  • Il progetto Ulisse cerca di superare le barriere normative per sviluppare un’industria sostenibile.
  • Le alghe contribuiscono alla salute del mare e al sequestro di CO2.

Il loro utilizzo potrebbe portare a risultati positivi anche sul piano occupazionale, aprendo nuove opportunità per le regioni interessate. Per questo, la cooperativa Itaca e i suoi partner stanno lavorando per creare un quadro normativo chiaro e coerente, che permetta di sfruttare al massimo il potenziale delle alghe del mare.

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