Le alghe, spesso malviste dai turisti e dai bagnini, rappresentano un tesoro nascosto per chi le studia. Raccolte in mare, queste macroalghe possono essere utilizzate in diversi settori, come la cosmesi, la farmacologia, la bioplastica edibile e il cibo per animali. Tuttavia, il loro utilizzo è ostacolato da una mancanza di regole chiare e coerenti. È il caso del progetto Ulisse, che cerca di superare questi limiti per aprire nuove opportunità economiche e ambientali.
Un tesoro del mare in cerca di riconoscimento
Le alghe, pur essendo considerate un problema per le spiagge, sono in realtà ricche di nutrienti e hanno un impatto positivo sull’ambiente. Sono in grado di assorbire notevoli quantità di CO2 e azoto, contribuendo alla salute del mare. Nonostante cinque estinzioni di massa, la loro morfologia è rimasta invariata da 480 milioni di anni, dimostrando la loro resistenza e adattabilità.
Le alghe non solo si possono mangiare, ma possono essere utilizzate in modi diversi e innovativi.
Antonio Morritti, dottore in scienze biologiche e presidente di Itaca, una cooperativa dedicata all’innovazione e alla tecnologia delle alghe, ha sottolineato come queste piante marine possano essere utilizzate in vari ambiti. “Hanno gusti interessanti e sono ricchissime di nutrienti importanti”, ha spiegato. “Per questo possono essere utilizzate nella cosmesi, nella farmacologia, per fare la bioplastica edibile e il cibo per animali”.
Un progetto per superare le barriere normative
Il progetto Ulisse, sviluppato da Itaca, mira a creare una nuova forma di economia circolare basata sull’uso delle alghe. Tuttavia, la mancanza di un disciplinare chiaro per il loro trattamento e l’uso ne ostacola lo sviluppo. “Con il progetto Ulisse stiamo sviluppando prodotti alimentari a base di alghe”, ha detto Morritti. “Ma a causa dell’attuale quadro normativo molto frammentato, siamo costretti a trasformare prodotti stranieri”. Per superare questa situazione, la cooperativa sta redigendo uno studio sulle norme igieniche e sanitarie per condividere con le Regioni interessate.
Le alghe potrebbero diventare una risorsa chiave per l’economia circolare e l’occupazione.
Nonostante le sfide, le alghe continuano a offrire opportunità. “Sono presenti sulla Terra da 480 milioni di anni e non hanno mai cambiato la loro morfologia”, ha sottolineato Morritti. “Sono organismi fantastici, che sequestrano le sostanze azotate e fissano notevoli quantità di CO2. Da loro dipende in gran parte la salute del mare”. In attesa degli sviluppi futuri, si può però continuare a contare sui doni poco conosciuti che le macroalghe dispensano ogni giorno.
- Le alghe possono essere utilizzate in cosmesi, farmacologia e alimentazione.
- Il progetto Ulisse cerca di superare le barriere normative per sviluppare un’industria sostenibile.
- Le alghe contribuiscono alla salute del mare e al sequestro di CO2.
Il loro utilizzo potrebbe portare a risultati positivi anche sul piano occupazionale, aprendo nuove opportunità per le regioni interessate. Per questo, la cooperativa Itaca e i suoi partner stanno lavorando per creare un quadro normativo chiaro e coerente, che permetta di sfruttare al massimo il potenziale delle alghe del mare.



