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martedì 22 Settembre 2026

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Brescia, petizione contro centro islamico: la commissione chiede archiviazione

La petizione contro l’apertura del centro islamico a Brescia potrebbe essere archiviata dopo un dibattito tra maggioranza e opposizione.

La petizione presentata da 508 cittadini contro l’apertura del futuro centro islamico Al-Ummah a Brescia ha visto la commissione Urbanistica del Comune prendere una posizione orientata verso l’archiviazione. La questione, al centro di una lunga seduta congiunta tra le commissioni Urbanistica e Sicurezza, ha visto la maggioranza sostenere la chiusura della petizione, mentre il centrodestra ha insistito sulla necessità di un confronto più approfondito. La decisione, se confermata, potrebbe portare all’approvazione definitiva del progetto, dopo un’ulteriore discussione.

Le motivazioni della petizione

La petizione, presentata da Sebastiano Seddio, esponente di Brescia ai bresciani e in passato candidato con Forza Nuova, ha sollevato preoccupazioni legate all’impatto del nuovo centro islamico sul quartiere. Tra le questioni sollevate, sono state menzionate la gestione dei flussi di persone, l’effetto sull’urbanistica, gli orari di apertura e la possibilità di nuove strutture simili in altre zone della città. La petizione ha inoltre richiesto una valutazione della destinazione d’uso dell’immobile e degli aspetti legati alla sicurezza, temi già affrontati nel procedimento che ha portato al cambio di destinazione d’uso approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre 2025.

La formulazione della petizione è stata criticata per la sua ambiguità. Il presidente della commissione Urbanistica, Fabio Capra, ha sottolineato che non è chiaro se la richiesta riguardi esclusivamente il centro di via Camozzi o l’apertura di nuovi luoghi di culto islamici in generale. Questo ha portato a una valutazione negativa da parte degli uffici comunali, che hanno ritenuto la petizione poco chiara e non pienamente coerente tra oggetto e testo.

Le posizioni contrapposte

Il centrodestra ha contestato l’idea di archiviare la petizione senza un ulteriore confronto politico e istituzionale, sottolineando che le oltre 500 firme rappresentano una richiesta di confronto da parte di una parte della cittadinanza. La maggioranza, invece, ha sottolineato l’assenza di un particolare allarme tra i residenti della zona e la possibilità che la petizione sia stata raccolta anche al di fuori di via Camozzi. Le questioni sollevate riguardano traffico, parcheggi e gestione degli accessi. L’opposizione ha insistito sulla necessità di affrontare nel merito le questioni sollevate, in particolare quelle relative a traffico, parcheggi, gestione degli accessi e impatto sul quartiere. Inoltre, è stata critica la motivazione riconducibile a una contrapposizione tra comunità e culture.

Nel corso della discussione è stato ricordato l’episodio dello scorso luglio, quando davanti all’ingresso del futuro centro islamico venne lasciata una testa di maiale. L’episodio, richiamato dalla maggioranza, è stato visto come un elemento che ha alimentato il clima di tensione che ha accompagnato la vicenda. L’opposizione, però, ha sottolineato che non vi è un collegamento automatico tra l’apertura di un luogo di culto e problemi di sicurezza, e che le motivazioni sono state spesso riconducibili a una contrapposizione tra comunità e culture.

La commissione ha deciso di rinviare la votazione, con l’orientamento verso l’archiviazione della petizione che dovrebbe essere affrontato nella prossima seduta. Una volta approvata in commissione, la proposta passerà al Consiglio comunale per la definitiva presa d’atto. La questione rimane al centro di un dibattito che coinvolge non solo le istituzioni, ma anche la società civile, con una serie di commenti e reazioni che testimoniano l’interesse e la diversità di opinioni su un tema sensibile e dibattuto.

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