Duecento anni dopo la partenza da Italia, i bronzi etruschi della Collezione Corazzi tornano in mostra a Milano. Fino al 4 ottobre 2026, la Fondazione Luigi Rovati ospita una mostra che racconta la storia di una delle raccolte più affascinanti del collezionismo etrusco europeo. La mostra, intitolata “Gli Etruschi e l’Olanda”, presenta una selezione di rari manufatti bronzei, tra cui statuette votive, incensieri e utensili religiosi, provenienti da una collezione che ha attraversato secoli e confini. La mostra offre un’occasione unica per riscoprire un patrimonio culturale che ha radici profonde nella Toscana e che oggi si presenta a Milano, in un contesto che unisce passato e presente.
La storia di una collezione in esilio
La Collezione Corazzi, originariamente custodita a Cortona, fu venduta nel 1826 al Museo Nazionale di Antichità di Leida, in Olanda, per un importo di dodicimila scudi. L’acquisto fu una scelta strategica per gli eredi del ricco antiquario Galeotto Corazzi, in difficoltà economiche, che videro nell’offerta olandese un modo per salvaguardare i reperti da un rischio di dispersione. La vendita anticipò la campagna di acquisizione dell’Accademia Etrusca, che non riuscì a recuperare i manufatti prima che fossero trasferiti al nord. La Collezione Corazzi, dunque, diventò la prima raccolta etrusca “al di là delle Alpi”, un simbolo di un’epoca in cui l’arte e la cultura si spostavano con i collezionisti.
Un dialogo tra passato e presente
La mostra a Milano non si limita a presentare i bronzi, ma costruisce un dialogo tra l’arte etrusca e il contesto moderno. Tra i pezzi esposti, spicca la Statuetta di fanciullo con oca, un piccolo capolavoro realizzato a cera persa, che testimonia l’appartenenza del soggetto a una famiglia aristocratica. L’opera, con i suoi dettagli e le rifiniture a freddo, offre un’immagine di vita quotidiana e di credenze religiose. Accanto a essa, la mostra presenta un gruppo di statuette femminili, tra cui l’Offerente con colomba, di probabile fattura aretina, e un esemplare proveniente da un deposito sacro del Lago Trasimeno. Oltre ai manufatti, la mostra include anche utensili legati a pratiche religiose, come il bruciaprofumi con zampe leonine e la paletta rituale, che potrebbe essere stata utilizzata per presentare le viscere agli aruspici.
La mostra si arricchisce anche di un dialogo con alcune pubblicazioni settecentesche, come il De Etruria Regali, commissionato nel Seicento al Granduca di Toscana e pubblicato nel Settecento. Quest’opera sancì per la prima volta l’unione ideale tra il governo granducale e l’antica Etruria, un legame che oggi si riconosce nella mostra, che unisce la cultura etrusca a un contesto moderno.
Un patrimonio in mostra
La mostra a Milano rappresenta un momento di riconciliazione tra il passato e il presente, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire un patrimonio culturale che ha radici profonde nella Toscana e che oggi si presenta a Milano. La Fondazione Luigi Rovati, con la sua posizione strategica nel cuore della città, diventa un luogo ideale per esporre una collezione che ha attraversato secoli e confini. La mostra, che si svolge fino al 4 ottobre 2026, è un’occasione unica per approfondire l’arte etrusca e il suo legame con l’Olanda, un legame che oggi si riconosce in una mostra che unisce storia, cultura e arte.



