Un corpo senza identità è stato recuperato nel canale di Marghera, a ridosso di via della Fisica, tra Marghera e Malcontenta. L’uomo, ritrovato domenica, è ancora sconosciuto e non è il primo caso di morti senza nome nella zona. L’evento ha suscitato preoccupazione e attenzione delle autorità, che cercano di ricostruire le sue ultime ore e trovare un nome per restituirlo alla famiglia. L’identità del defunto rimane avvolta nel mistero, con poche informazioni disponibili per identificarlo.
Identikit fornito per aiutare le indagini
Il Comune, attraverso il responsabile dell’area coesione sociale Danilo Corrà, ha fornito un’identikit alla polizia, indicando quando non si hanno più notizie di chi si trova tra i senza fissa dimora. «Possiamo dire loro quando non abbiamo più notizie da chi, tra i senza fissa dimora, siamo abituati a vedere», ha spiegato Corrà. Tuttavia, in quei contesti non c’è nessuna regolarità, e le condizioni di vita spesso non permettono di riconoscere i tratti di un individuo.
Un corpo senza nome, forse straniero
Dalle prime ispezioni fatte sul corpo, portato all’obitorio di Mestre, sembrerebbe che si tratti di un quarantenne straniero, forse africano. L’uomo, sprovvisto di documenti e costretto a vivere ai margini della società, non ha una carta d’identità che parli per lui né un parente che possa riconoscerlo. Le indagini sono in corso per cercare di delineare al meglio il suo conto, anche attraverso l’analisi dei vestiti e degli accessori, come uno zaino con dentro alcune perline. Le telecamere della zona sono state attivate per capire gli ultimi spostamenti dell’uomo, mentre si esclude il coinvolgimento di terzi. L’ipotesi più plausibile è che l’uomo sia caduto accidentalmente nel canale o si sia gettato in acqua in un momento di disperazione. Il luogo in cui è avvenuto l’evento è circondato da verde e da un caseggiato in condizioni di degrado, con l’area piena di immondizia, lattine di birra, aghi e abiti scoloriti.
La questura sta lavorando giorno e notte per dare un nome al corpo senza nome, in modo che possa essere restituito alla famiglia per una sepoltura dignitosa. Le condizioni di vita di molti senza fissa dimora rimangono drammatiche e spesso senza soluzione. L’episodio rappresenta un ulteriore caso di marginalità sociale, in un contesto in cui le condizioni di vita di molti senza fissa dimora rimangono drammatiche e spesso senza soluzione. Il corpo senza nome di Marghera rimane un enigma, ma le indagini proseguono per cercare di trovare un volto a questa tragedia.
Non è il primo caso, infatti: lungo il canale che poi conduce fino a Malcontenta sono state ritrovate altre persone senza fissa dimora prive di vita. Uomini che, sprovvisti dei documenti e costretti a vivere ai margini della società, in alcuni casi non hanno una carta d’identità che parli per loro o un parente che ne riconosca i tratti, il vestiario, gli accessori. Sono poche le informazioni che stanno emergendo sul suo conto, non abbastanza per renderlo riconoscibile.



