La Curva Nord della Lazio ha replicato alle accuse di pressioni su Stefano Lotito, sottolineando che le manifestazioni organizzate non hanno mai ricevuto finanziamenti esterni e sono sempre state autofinanziate. I tifosi hanno ribadito la legittimità delle loro proteste, che si basano su un rispetto delle leggi e della trasparenza. «Non abbiamo mai preso una lira», hanno dichiarato, sottolineando che le loro iniziative sono state svolte attraverso la vendita di magliette e birra, con un conto corrente istituito per permettere ai sostenitori di contribuire liberamente e legittimamente. La protesta, spiegano, non è legata ai risultati sportivi, ma al mancato rispetto della storia, delle tradizioni e dei morti della società.
Legittimità e trasparenza delle proteste
La Curva ha puntualizzato che le manifestazioni sono sempre state svolte in modo pacifico, ottenendo tutti i permessi delle autorità competenti. «Non siamo un gruppo di speculatori di Borsa, nessuno di noi possiede azioni della SS Lazio», hanno aggiunto, mettendo in chiaro la natura non finanziaria delle loro azioni. La protesta, spiegano, non è legata ai risultati sportivi, ma al mancato rispetto della storia, delle tradizioni e dei morti della società. «Non siamo mai scesi al volgare, ma abbiamo usato la poesia e l’ironia», hanno sottolineato, rafforzando l’immagine di una protesta civile e rispettosa.
La protesta non è un atto di ribellione, ma una difesa della storia e della memoria.
La Curva ha anche annunciato di aver rinunciato al seggiolino che occupano da anni, un gesto simbolico di attaccamento alla squadra e al mister. «Non abbiamo abbandonato la squadra, la stiamo sostenendo in trasferta», hanno concluso, riempiendo i settori Ospiti senza creare alcun problema. La protesta, quindi, non è solo un atto di contestazione, ma un atto di fedeltà e di rispetto verso una tradizione che va oltre il calcio.
Un appello alle istituzioni
La Curva ha chiesto chiarimenti alle istituzioni, rivolgendo un appello finale: «Quali sono i reati che stiamo commettendo?». I tifosi hanno ribadito che la loro azione è sempre stata legittima, in linea con le leggi della Repubblica Italiana. «Diteci, pur avendo sempre rispettato quanto previsto, come possiamo dimostrare il nostro dissenso?», hanno posto una domanda chiave, riferendosi alla sentenza d’Appello di maggio che ha assolto gli Irriducibili dall’accusa di estorsione. La protesta, quindi, non è solo un atto di ribellione, ma una difesa della storia e della memoria.
La protesta è legittima, non è mai stata condotta in modo illegale o violento.
La Curva ha anche sottolineato che le manifestazioni sono sempre state svolte in modo pacifico, senza creare alcun problema. «Abbiamo contestato all’interno dello stadio Olimpico attraverso striscioni (tutti autorizzati) senza mai scadere nella volgarità», hanno ricordato, rafforzando l’immagine di una protesta civile e rispettosa. La loro azione, quindi, non è solo un atto di contestazione, ma un atto di fedeltà e di rispetto verso una tradizione che va oltre il calcio.



