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martedì 22 Settembre 2026

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Diga di Pietrarossa: spesa supera i 50 milioni, un’azienda nuova entra in cantiere

La spesa per completare la diga di Pietrarossa supera i 50 milioni, con un’azienda nuova tra quelle operative.

La spesa per completare la diga di Pietrarossa supera i 50 milioni di euro, con un aumento dovuto a riserve riconosciute alle aziende operative. L’annuncio è arrivato attraverso documenti ufficiali che confermano l’incremento del budget, che ora include ulteriori quattro milioni di euro. L’opera, interrotta negli anni Novanta a causa di scoperte archeologiche, è tornata in cantiere nel 2023 grazie a un finanziamento regionale e nazionale. La realizzazione, che si svolge tra le province di Enna e Catania, è diventata un tema centrale nel dibattito pubblico, soprattutto in seguito alla crisi idrica che ha colpito la Sicilia.

Un’azienda nuova entra in cantiere

Una novità si è registrata tra le aziende che operano in cantiere: il Consorzio Impero, che ha preso il posto della Cooperativa Edile Appennino, ha iniziato a lavorare sul progetto. La transizione è avvenuta dopo la crisi finanziaria che ha portato alla liquidazione parziale della Cea Building, società che fa parte del Consorzio Impero. La Cea Building, a sua volta, è controllata da Cea Demining e Cea Ambiente, entrambe interamente appartenenti alla Cooperativa Edile Appennino. L’aggiornamento del cantiere ha visto l’affitto del ramo d’azienda produttivo da parte della Cea Building, che ha subaffittato il lavoro al Consorzio Impero.

Le riserve e i finanziamenti

Le riserve riconosciute alle aziende aggiudicatarie sono state un fattore chiave nell’aumento del budget. Le cause che danno origine a una riserva possono essere molteplici, ma nel caso specifico non è stato specificato il motivo esatto. La somma riconosciuta, pari a 4.082.252,20 euro (oltre Iva), è stata finanziata dalla Regione tramite il Fondo per l’avvio di opere indifferibili, introdotto nel 2022 con il cosiddetto decreto Aiuti. Il fondo è destinato a sostenere i costi collaterali di ogni appalto pubblico, inclusi quelli legati a opere di interesse nazionale.

Il termine previsto per la conclusione dei lavori era marzo 2026, ma informazioni interne indicano che il completamento potrebbe avvenire nella primavera del 2027. Nonostante la procedura sia in mano a un commissario straordinario, Antonio Martini, il ritardo persiste. Inoltre, le opere per la salvaguardia dei ritrovamenti archeologici di Casalgismondo sono in fase di conclusione. Il lavoro su quelle scoperte, realizzato attraverso un studio funzionale a riprodurre i ritrovamenti con linguaggi multimediali, potrebbe portare a un museo a Aidone o rimanere a Pietrarossa.

La Regione ha certificato l’assenza di collaudo per i lavori realizzati negli anni Novanta, un aspetto che ha richiesto interventi tecnici per garantire la conformità delle opere. Il dipartimento Acque ha avviato un atto di interpello per trovare un professionista in grado di occuparsi delle verifiche. Nonostante l’impegno, non sono ancora stati resi noti i risultati di questa ricerca né sono stati annunciati nuovi affidamenti esterni.

La diga di Pietrarossa rappresenta un progetto complesso, che coinvolge non solo l’infrastruttura ma anche la gestione di risorse naturali e culturali. L’incremento del budget e la sostituzione delle aziende operative segnalano un’evoluzione del cantiere, ma la conclusione definitiva rimane ancora lontana. La Regione, attraverso il commissario straordinario, continua a monitorare i progressi, cercando di accelerare il completamento dell’opera, che potrebbe diventare un simbolo di rilancio per l’area. La diga, se completata, potrebbe contribuire a mitigare la crisi idrica e a rafforzare la resilienza del territorio.

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