L’Asilo Filangieri, un ex orfanotrofio nel centro storico di Napoli, è diventato un simbolo di autogestione e cultura grazie a un movimento spontaneo nato nel 2012. L’occupazione simbolica, avvenuta il 2 marzo di quell’anno, ha dato vita a un progetto di beni comuni che oggi si espande in tutta la città. L’azione, guidata da un collettivo di artisti, attivisti e cittadini, ha portato alla creazione di un “uso civico dello spazio” in linea con la Costituzione italiana, articolo 43, che permette la gestione diretta di alcuni beni immobili da parte di comunità locali.
Un’esperienza di partecipazione e trasformazione
La storia dell’Asilo Occupato è nata in un contesto di crisi economica e di riduzione del finanziamento alla cultura. Dopo la chiusura di teatri e l’eliminazione dell’Ente teatrale italiano, il settore culturale ha visto un calo significativo, con l’emergere di nuovi lavoratori dell’immateriale. Il movimento, capitanato da un collettivo chiamato “La Balena”, ha scelto di occupare l’ex Asilo Filangieri, un luogo storico e culturale, per riconquistare spazi liberi e accessibili alla comunità. L’azione ha coinvolto non solo artisti, ma anche cittadini e attivisti, creando un modello di partecipazione democratica e trasversale.
Il progetto ha visto la nascita di un’esperienza unica, in cui artisti, attivisti e cittadini si uniscono per creare un luogo di cultura, teatro e attivismo. Nell’ex refettorio dell’Asilo Filangieri, una compagnia teatrale sta provando uno spettacolo che andrà in scena tra breve. Inoltre, il quartiere ha visto la nascita di eventi come il “Torneo Monastero”, un torneo di calcio che si svolge nei pressi dell’edificio, e la partecipazione di gruppi di attivisti a cortei per i diritti Lgbtqi+. L’Asilo Filangieri, dunque, non è solo un luogo fisico, ma un simbolo di partecipazione e di resistenza.
Un’idea giuridica e un regolamento innovativo
La presenza dell’Asilo Filangieri è stata accompagnata da un lavoro di ricerca e di confronto con l’amministrazione locale, all’epoca guidata da Luigi de Magistris. Il movimento ha cercato di creare una figura giuridica che permettesse l’apertura del palazzo alla città, in modo autonomo e democratico. Sono state approvate diverse delibere, tra cui una che ha restituito gli spazi della Fondazione al Comune, con l’obiettivo di permettere un uso civico in autogoverno. Il regolamento, studiato in tutta Europa, è diventato un modello per altri spazi “liberati” in città.
La cultura dei beni comuni a Napoli, nata dall’occupazione dell’Asilo Filangieri, rappresenta un esempio di come la cittadinanza possa prendersi cura di spazi pubblici e culturali. L’esperienza ha dimostrato che l’autogestione, se accompagnata da un forte impegno civile e artistico, può portare a risultati significativi. L’Asilo Filangieri, oggi, è un luogo di formazione e di confronto, un luogo in cui si parla di complessità permanente, di turismo culturale e di una città che cerca di riconquistare il suo patrimonio. La storia di questo spazio, nata nel 2012, continua a ispirare nuove iniziative e a mostrare come la cultura possa essere un bene comune, accessibile a tutti.
La gestione diretta di alcuni beni immobili da parte di comunità locali è un’esperienza unica, in cui si mescolano arte, attivismo e partecipazione civile. L’Asilo Filangieri, con la sua storia e i suoi progetti, rappresenta un modello di autogestione e di partecipazione democratica, in grado di trasformare spazi in luoghi di cultura e di resistenza. La nascita dell’Asilo Occupato ha segnato un punto di svolta per la cultura a Napoli, un’esperienza che ha dato voce a una comunità che ha scelto di occupare un luogo per riconquistare il controllo su spazi pubblici. L’azione, nata nel 2012, ha portato a un modello di gestione che oggi si espande in tutta la città, dimostrando che la cultura può essere un bene comune, accessibile a tutti. La storia dell’Asilo Filangieri, nata da un’occupazione simbolica, ha dato vita a un progetto di beni comuni che oggi si espande in tutta la città. L’esperienza ha dimostrato che la partecipazione civile e artistica può portare a risultati significativi, in un contesto in cui la cultura è sempre più un bene comune, accessibile a tutti.
La gestione diretta di alcuni beni immobili da parte di comunità locali è un’esperienza unica, in cui si mescolano arte, attivismo e partecipazione civile. L’Asilo Filangieri, con la sua storia e i suoi



