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martedì 22 Settembre 2026

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L’ONU non riesce a fermare le guerre, ma sull’intelligenza artificiale può ancora fare qualcosa

L’Onu cerca di coordinare le potenze su regole per l’intelligenza artificiale.

L’ONU non riesce a fermare le guerre, ma sull’intelligenza artificiale può ancora servire a qualcosa. Le Nazioni Unite, da tempo considerate un’istituzione multilaterale pressoché inutile, non riescono a contrastare l’imperialismo russo, né quello cinese, né il disordine globale causato da Trump. Tuttavia, in un settore cruciale come l’intelligenza artificiale, l’ONU sta tentando di fare un passo avanti, pur con limiti evidenti.

Un’ultima possibilità per l’ONU

L’anno scorso, l’Assemblea generale ha istituito un “Independent International Scientific Panel on AI” e un “Global Dialogue on AI Governance”, due iniziative che mirano a fornire informazioni scientifiche sui rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale e a creare un forum aperto a 193 Stati membri, imprese, ricercatori e società civile. L’obiettivo è trovare punti di convergenza sulle regole da adottare, anche se il risultato potrebbe essere solo parzialmente soddisfacente.

Il segretario generale António Guterres ha sottolineato che il mondo non può permettersi una corsa al ribasso sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. «Abbiamo bisogno di regole e garanzie che creino fiducia e rendano l’Ia sicura, trasparente e responsabile, ponendo al centro la dignità umana», ha detto. Questo è un messaggio chiave, ma la sua efficacia dipende da quanto le potenze tecnologiche, come gli Stati Uniti e la Cina, saranno disposte a collaborare.

Un’alleanza fragile tra potenze

Le Nazioni Unite, pur essendo un’organizzazione composta da 193 membri, non riescono a esercitare un controllo effettivo su questioni di grande rilevanza. Due dei cinque paesi con il potere di bloccare iniziative sono la Russia e la Cina, tradizionalmente agenti del caos internazionale. Gli Stati Uniti, invece, hanno abbandonato il ruolo di poliziotto del mondo, assumendo un ruolo di protagonista del disordine globale. Questo scenario complica ulteriormente la capacità dell’ONU di agire. Nonostante questo, l’ONU sta cercando di trasformare il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale in un sistema permanente di governance internazionale. Il principio guida è che la regolamentazione nazionale è necessaria, ma non sufficiente per gestire una tecnologia che attraversa le frontiere. L’obiettivo è creare un coordinamento tra le maggiori potenze tecnologiche, anche se il risultato potrebbe non essere immediato.

La sfida di Guterres è facilitare un coordinamento diretto tra Stati Uniti e Cina, senza pretendere di essere un regolatore sovranazionale. Tuttavia, con leader come Trump e Xi Jinping, la mediazione ONU potrebbe non avere successo. Nonostante ciò, l’iniziativa è lodevole, anche se illusoria, perché potrebbe tornare utile in caso di ulteriori allarmi sulla superintelligenza e di stallo nei negoziati tra le due potenze. Sebbene l’ONU non riesca a fermare le guerre, in un settore come l’intelligenza artificiale, potrebbe ancora svolgere un ruolo significativo. L’impegno per creare un sistema di governance globale, pur limitato, rappresenta un tentativo di riconquistare un ruolo nel dibattito internazionale. La governance dell’intelligenza artificiale potrebbe diventare un’ultima possibilità per l’ONU.

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