Il mercato italiano del tabacco sta attraversando un periodo di trasformazione, in vista della revisione delle normative europee che riguardano tassazione, regolamentazione, tracciabilità, tutela dei minori e contrasto all’illecito. Secondo un rapporto presentato il 17 settembre a Roma, il calo delle sigarette tradizionali si accompagna a una crescita dei prodotti senza combustione, che rappresentano oggi il 20 per cento dei volumi distribuiti, rispetto al 15 per cento del 2019. Il mercato, che ha visto un incremento del valore complessivo da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi nel 2025, rimane in crescita nonostante le modifiche nei consumi.
La sfida del contrabbando e la stabilità delle regole
Secondo le stime del rapporto, il contrabbando in Italia avrebbe un valore di circa 1,2 miliardi di euro, con un mancato gettito fiscale stimato in 690 milioni. Le imprese del settore hanno sottolineato la necessità di mantenere una regolamentazione prevedibile, con differenziazione tra le categorie di prodotti e gradualità fiscale. La tracciabilità e il controllo della filiera sono visti come strumenti essenziali per contrastare il mercato illegale, ma anche per garantire la stabilità delle regole, necessaria per programmare gli investimenti e proteggere le entrate pubbliche. La filiera italiana teme un avvicinamento del trattamento normativo e fiscale dei prodotti senza combustione a quello delle sigarette tradizionali. Il rapporto sottolinea che modifiche fiscali particolarmente brusche potrebbero favorire uno spostamento di parte dei consumi verso i canali illegali, con una perdita potenziale di entrate compresa tra 1,2 e 5 miliardi di euro.
Le posizioni del governo e della filiera
Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha sottolineato l’impegno del governo per introdurre meccanismi di certezza delle regole e semplificazione, con un’azione di programmazione triennale. L’obiettivo è mantenere una differenziazione tra i prodotti da fumo tradizionali e quelli senza combustione, che presentano tratti distinti. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha sottolineato l’importanza di un sistema che unisca investimenti, controlli e certezza normativa, sottolineando che la crescita del tabacco riscaldato è parte di un cambiamento più ampio nel settore.
Le imprese intervenute hanno sostenuto la necessità di conservare un sistema basato su gradualità fiscale, differenziazione tra le categorie e prevedibilità delle regole. Logista ha avvertito che aumenti delle accise o divieti particolarmente estesi potrebbero avere conseguenze sulla produzione, sugli investimenti e sul mercato illegale. Anche altri operatori hanno chiesto che le nuove norme europee tengano conto delle caratteristiche dei diversi prodotti e degli effetti economici delle misure.
Il parlamentare Nicola Procaccini ha espresso una posizione critica nei confronti delle possibili modifiche europee, sottolineando che il sistema italiano riesce a tenere insieme canale legale, investimenti industriali e gettito fiscale. Ha riferito che la TED, la direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco, rischia di smantellare un sistema che, a suo giudizio, funziona. Procaccini ha indicato il 2026 come momento in cui dovrebbe diventare più chiaro l’orientamento della Commissione sulla revisione della TPD, con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni prevista per il 2028.
Resta aperta la definizione concreta delle nuove regole europee e dei tempi con cui saranno applicate. Il nodo principale del dibattito è stabilire quanto il futuro quadro europeo manterrà differenze tra sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e altre categorie contenenti nicotina, e come verranno calibrati tassazione, controlli e tutela dei consumatori. Il governo italiano e gran parte della filiera chiedono gradualità e distinzione tra i prodotti, mentre nel Parlamento europeo viene sottolineata anche la necessità che la revisione mantenga al centro salute pubblica, tutela dei minori e contrasto alle vendite illegali.



