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martedì 22 Settembre 2026

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Cronaca

Morti sul lavoro in Lombardia: dati in zona gialla, un rischio crescente

In Lombardia, il rischio di morti sul lavoro rimane in zona gialla, con dati in crescita rispetto al 2023.

Nel primo semestre 2026, la Lombardia si colloca in zona gialla nella mappa del rischio di mortalità sul lavoro, con un’incidenza compresa tra il 75% e il 100% della media nazionale. L’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering ha analizzato i dati e ha evidenziato un aumento del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2023, con 482 vittime registrate nel 2026 contro le 450 del 2023. La regione non rientra tra quelle a maggiore rischio, ma nemmeno tra quelle in zona bianca, dove l’incidenza è inferiore al 75% della media nazionale.

Un divario tra italiani e stranieri

Secondo l’Osservatorio Vega, nel primo semestre 2026 l’incidenza degli infortuni mortali in occasione di lavoro tra i lavoratori stranieri ha raggiunto 37,1 morti per milione di occupati, contro gli 11,8 degli italiani. Il divario è ancora più marcato per gli infortuni mortali in itinere, con 14,3 per gli stranieri contro 4,4 per gli italiani. I dati evidenziano una maggiore esposizione al rischio per i lavoratori stranieri, che presentano un’incidenza più che doppia rispetto a quella degli italiani.

La situazione si complica anche per gli over 65, che mantengono l’incidenza più elevata tra tutte le fasce d’età. Pur scendendo dai 51 casi per milione di occupati del 2023 ai 45 del 2026, questa fascia d’età mantiene nei quattro anni considerati l’incidenza più elevata tra tutte le fasce anagrafiche. Il valore è quasi il doppio rispetto a quello dei lavoratori tra 55 e 64 anni, fermo a 22,8 nel primo semestre 2026.

Un’attenzione particolare per i giovani

Le denunce complessive di infortunio sono passate da 296.665 a 315.452, con una crescita del 6,3%. Il dato più recente, fissato a 14,5 morti ogni milione di occupati, segna un calo rispetto al 2023, ma rimane su livelli considerati indicativi di criticità strutturali. L’Osservatorio non ha registrato una vera inversione di tendenza, con l’incidenza nazionale che si è mantenuta intorno ai 14,5 morti per milione di occupati. La situazione cambia quando si considerano gli infortuni complessivi, mortali e non. I lavoratori stranieri presentano un’incidenza più che doppia rispetto agli italiani, con 21.426,5 denunce per milione di occupati stranieri contro 9.728,8 tra gli italiani. Tra le fasce d’età, i giovani tra 15 e 24 anni registrano il maggior numero di denunce, con un’incidenza salita da 33.434,4 casi per milione del 2023 a 38.504,4 del 2026.

Per quanto riguarda la distribuzione regionale, l’Osservatorio segnala inoltre che Umbria, Sicilia, Campania e Trentino-Alto Adige sono state in zona rossa per tre dei quattro anni analizzati, mentre il Molise è rimasto sempre in zona bianca. La zonizzazione di Vega viene costruita rapportando l’incidenza degli infortuni mortali alla media nazionale: sono in zona bianca le regioni sotto il 75% della media, in gialla quelle tra il 75% e la media, in arancione quelle tra la media e il 125% e in rossa quelle oltre il 125%. La Lombardia non rientra tra le regioni a maggiore rischio, ma nemmeno tra quelle in zona bianca.

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