Il padre di Marco Mameli, ucciso a Bari Sardo la notte di Carnevale del 2025, ha presentato in Corte d’Assise a Cagliari le dichiarazioni dei testimoni che avrebbero indicato Giampaolo Migali come autore dell’omicidio. L’udienza, in corso da mesi, ha visto il padre della vittima ricostruire i drammatici mesi seguiti all’aggressione e, in particolare, i colloqui con i ragazzi presenti sul luogo del delitto la notte del crimine. Le dichiarazioni, registrate e presentate agli atti del processo, hanno contribuito a delineare con maggiore precisione la dinamica dell’omicidio.
Testimonianze e registrazioni audio
Secondo la ricostruzione offerta da Andrea Mameli, alcuni dei testimoni avrebbero ammesso di aver visto distintamente Marco cadere a terra dopo essere stato raggiunto da tre colpi di coltello. Le registrazioni audio, messe a disposizione della difesa della famiglia Mameli, sono state utilizzate per ricostruire con esattezza i fatti. L’imputato, Giampaolo Migali, 28enne di Girasole, è l’unico accusato per omicidio volontario. Le indagini, condotte da diverse squadre di polizia, hanno messo insieme un quadro probatorio complesso, che include prove scientifiche, immagini di videosorveglianza e testimonianze decisive.
Le prove raccolte hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione. La collaborazione tra la Squadra mobile di Nuoro, il Commissariato di Tortolì, la Polizia scientifica di Cagliari, il Ris dei carabinieri e la Guardia di Finanza di Arbatax ha reso possibile l’unificazione di dati e testimonianze. Il padre di Marco ha sottolineato come i testimoni, pur di fronte a un muro di risposte evasive, abbiano rivelato informazioni cruciali per il processo.
Un lavoro investigativo minuzioso
La ricostruzione del delitto è il risultato di un lavoro investigativo minuzioso e ostinato, che ha visto la collaborazione tra diverse unità di polizia. Le prove raccolte sul luogo del delitto e l’analisi delle immagini sono state fondamentali per comprendere la dinamica dell’aggressione. Il padre di Marco ha sottolineato come i testimoni, pur di fronte a un muro di risposte evasive, abbiano rivelato informazioni cruciali per il processo. Giampaolo Migali, in carcere da circa un anno, si professa innocente. L’imputato ha sempre rifiutato ogni addebito, professandosi del tutto estraneo alla morte di Marco Mameli. Il processo, che si svolge in Corte d’Assise, prosegue con l’ascolto di ulteriori testimonianze e l’esame del materiale probatorio. La famiglia Mameli, attraverso il padre, ha portato avanti un lavoro d’indagine difensiva, che ha contribuito a chiarire i fatti e a fornire un quadro completo della tragedia che ha sconvolto la comunità ogliastrina.
La deposizione di Andrea Mameli ha segnato una giornata cruciale per il processo, in cui le dichiarazioni dei testimoni hanno fornito un elemento chiave per identificare l’autore dell’aggressione. La collaborazione tra le forze di polizia e la disponibilità delle testimonianze hanno permesso di ricostruire con precisione i fatti, anche se l’imputato continua a negare ogni responsabilità. Il processo, in corso a Cagliari, cerca di fare piena luce su un omicidio che ha lasciato un segno profondo nella comunità locale.



