Il Consiglio regionale delle Marche ha respinto l’ordine del giorno sul diritto allo studio, proposto da Enrico Piergallini del Partito Democratico, suscitando l’ira dell’opposizione. Il documento, che chiedeva misure concrete per garantire l’accesso all’università, è stato bocciato dalla maggioranza di centrodestra, accusata di non aver visto la necessità di rispondere alle esigenze dei giovani. L’opposizione sostiene che la decisione dimostra una totale mancanza di visione e una mancanza di impegni concreti per risolvere le criticità del sistema universitario regionale.
Il piano regionale non risponde alle esigenze reali
Il documento presentato da Piergallini includeva proposte su borse di studio integrali, sconti sul trasporto pubblico per famiglie con Isee sotto i 30.000 euro e miglioramenti nell’accesso agli alloggi universitari. L’opposizione sostiene che il Piano triennale presentato dalla Giunta fotografa le difficoltà, ma si ferma prima di individuare le risorse per risolverle. «Con le nostre proposte volevamo trasformare quella diagnosi in impegni precisi», affermano i gruppi di minoranza. «Respingere queste misure significa voltare le spalle ai giovani e scaricare nuovi costi sulle famiglie», aggiungono.
Le criticità del sistema universitario marchigiano
Il testo bocciato chiedeva anche il potenziamento del sostegno psicologico nei campus, controlli sulla qualità delle mense e tutele specifiche per studenti con carichi di cura familiari o che lavorano. «La decisione di respingere questo documento dimostra la totale mancanza di visione da parte del centrodestra», sostiene la nota congiunta dei gruppi di minoranza. Gli articoli 3 e 34 della Costituzione impongono alle istituzioni di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono ai giovani di studiare. «Noi continueremo a batterci dentro e fuori dall’Aula affinché questo principio sia garantito nei fatti», dichiarano. Il capogruppo di Avs Andrea Nobili ha sottolineato come le borse di studio e gli alloggi siano due delle grandi criticità sulle quali il Piano regionale avrebbe dovuto fornire risposte più precise. «Il modo in cui vengono affrontate dimostra che mancano strumenti adeguati per ridurre le disparità sociali», afferma. A Ancona, per l’anno accademico 2025/2026, a fronte di circa 3.000 domande, sono stati disponibili solo 500 posti letto. La mancanza di alloggi a costi accessibili può condizionare la scelta dell’ateneo e, nei casi più difficili, portare alla rinuncia agli studi.
La Regione Marche ha “snellito” 15 articoli del piano regionale, ma l’opposizione sostiene che non si è risposto alle esigenze reali dei giovani. «Il centrodestra ha preferito arroccarsi su un no ideologico, ignorando le esigenze reali di migliaia di ragazzi», affermano i consiglieri di minoranza. L’attrattività dei Atenei regionali è stata messa in discussione, con un rischio concreto di allontanamento di studenti che non possono permettersi alloggi o spese elevate. Garantire il diritto allo studio significa offrire a tutti la possibilità concreta di costruire liberamente il proprio percorso, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza.
- Il documento del Pd chiedeva borse di studio integrali e sconti sul trasporto per famiglie bisognose.
- Il Piano regionale non ha fornito risposte precise alle criticità del sistema universitario.
- La mancanza di alloggi a costi accessibili condiziona la scelta dell’ateneo e può portare alla rinuncia agli studi.
La decisione di respingere l’ordine del giorno ha suscitato forte indignazione tra i gruppi di opposizione, che vedono in questa scelta un abbandono delle esigenze dei giovani. L’opposizione continua a lavorare dentro e fuori dall’Aula per garantire il diritto allo studio, come previsto dagli articoli 3 e 34 della Costituzione.



