Il sindaco di Cadoniche, Marco Schiesaro, ha negato la cittadinanza italiana a una donna marocchina, ritenendola non in grado di comprendere le domande basilari in italiano né di leggere autonomamente la formula di rito. L’episodio, avvenuto martedì 22 settembre 2026, ha segnato un momento di tensione durante il completamento dell’iter burocratico per l’acquisizione della cittadinanza. La donna, presente insieme al marito, ha mostrato difficoltà nell’interazione con il sindaco, nonostante le spiegazioni e le ripetizioni fatte durante la procedura. Il giuramento è stato rinviato, con l’indicazione che la donna non ha dimostrato la necessaria conoscenza della lingua italiana.
La cittadinanza non è una formalità
«La cittadinanza italiana è una cosa seria», ha sottolineato Schiesaro, ribadendo che l’acquisizione del passaporto non è un mero adempimento burocratico, ma un traguardo che implica responsabilità e consapevolezza. Durante il colloquio, il sindaco ha constatato una totale mancanza dei requisiti minimi di integrazione linguistica, ritenuti fondamentali per esercitare i diritti e i doveri connessi al possesso del documento. Chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo, ha aggiunto, sottolineando che la volontà di integrarsi è un prerequisito indispensabile.
Un caso raro nel mandato
«Oggi, però, per la prima volta durante il mio mandato, mi sono trovato davanti a una situazione che mi ha lasciato profondamente perplesso», ha dichiarato il primo cittadino. Tra le quattro persone presenti al giuramento, la donna marocchina ha mostrato una totale incapacità di comprendere le domande più semplici in italiano, nonostante il marito abbia tentato di rispondere al suo posto. Schiesaro ha rifiutato questa soluzione, sottolineando che la responsabilità del giuramento deve ricadere esclusivamente sulla persona che lo presta.
«Non è una questione di provenienza e non è nemmeno una questione di essere più o meno accoglienti», ha chiarito il sindaco, aggiungendo che si tratta di un problema di rispetto delle regole e del valore stesso della cittadinanza italiana. La cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica, ha concluso Schiesaro, sottolineando che l’integrazione richiede sforzo e volontà. La donna marocchina, che non ha mostrato alcuna conoscenza dell’italiano, ha visto il giuramento rinviato. Il sindaco ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di integrazione linguistica, ritenendo che questa sia una condizione essenziale per partecipare attivamente alla vita della comunità. «E soprattutto una soluzione c’è: imparare l’italiano e fare concretamente lo sforzo di integrarsi», ha concluso Schiesaro, ricordando che la conoscenza della lingua è fondamentale per lavorare, costruire relazioni e comprendere i propri diritti e doveri.



