Donald Trump e Delcy Rodríguez si incontreranno martedì a New York in un incontro che segna una svolta nelle relazioni tra Washington e Caracas. L’appuntamento, che si svolgerà nell’ambito della ricezione dei leader durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rappresenta il primo incontro formale tra i due leader da oltre un decennio. L’incontro, pur non avendo lo status di colloquio formale con potenze come Francia o Regno Unito, ha un peso storico, poiché il divario diplomatico tra la Casa Bianca e il Palazzo di Miraflores sembrava insanabile un anno fa.
Un incontro simbolico dopo anni di tensioni
L’incontro tra Trump e Rodríguez si svolgerà a poche settimane dal controverso accordo con cui Caracas ha ceduto a Washington il controllo di parte delle sue riserve di greggio. La svolta di Caracas, con Rodríguez alla guida della delegazione venezuelana come presidente ad interim, segna un disgelo diplomatico inaspettato con gli Stati Uniti. La presidente ad interim, ex alleata di Maduro, ha oggi un ruolo chiave nella normalizzazione delle relazioni con Washington, un passo che ha suscitato reazioni contrastanti.
La normalizzazione, ancora agli inizi, ha fatto da trampolino per la proiezione internazionale di Rodríguez.
La svolta di Caracas e la nuova “tutela” di Washington hanno lasciato spiazzata l’opposizione tradizionale: María Corina Machado è ancora in attesa a Panama dell’autorizzazione a entrare in Venezuela. Machado ha consegnato al presidente statunitense la sua medaglia del Nobel per la pace, un gesto che contrasta con il pragmatismo della Casa Bianca, che dopo la caduta di Maduro ha trasformato la storica rivalità in un’alleanza operativa centrata sul settore energetico.
La strategia energetica e le perplessità
L’intesa sul petrolio, che ha portato agli Stati Uniti la gestione diretta di un quinto delle risorse petrolifere venezuelane, è il principale catalizzatore di questa nuova fase. Tuttavia, questa strategia ha sollevato perplessità tra chi vede nell’approccio di Trump un interesse estrattivo che potrebbe rinvia le riforme democratiche nel Paese. Nonostante le critiche, il nuovo scenario istituzionale ha già mostrato contropartite sul fronte delle libertà, come la scarcerazione di prigionieri politici e la fine del blocco imposto a diversi mezzi di comunicazione.
La normalizzazione ha aperto la strada a una proiezione internazionale di Rodríguez.
Ne è prova il suo recente incontro a Caracas con il presidente del Paraguay, Santiago Peña, un appuntamento pensato per ricomporre le relazioni bilaterali dopo un anno di rottura formale. L’incontro a New York rappresenta un ulteriore passo in questa direzione, con un’attenzione particolare al ruolo di Washington nel contesto regionale.



