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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cronaca nera

Arnaud Denis sceglie l’eutanasia a 43 anni dopo un calvario per un’ernia

Arnaud Denis, attore francese, ha scelto l’eutanasia a 43 anni dopo un calvario legato a un intervento per ernia.

Arnaud Denis, attore e regista teatrale francese, ha deciso di porre fine alla sua vita a 43 anni attraverso l’eutanasia, in seguito a un calvario di malattie e sofferenze che lo hanno portato a perdere il controllo del proprio corpo. La decisione, resa pubblica poche ore prima del decesso, è stata confermata dal suo legale, l’avvocato Philippe Courtois, che ha spiegato che l’attore aveva scelto questa via in accordo con tre medici di Namur, in Belgio. La morte è avvenuta il 23 settembre 2026, dopo un periodo di tre anni di deterioramento della salute, iniziato con un intervento chirurgico per un’ernia all’inguine nel 2023.

Un calvario iniziato con un intervento chirurgico

Denis aveva subito un intervento per un’ernia all’inguine il 17 luglio 2023, con l’applicazione di una protesi in polipropilene. Per lui, questa operazione ha rappresentato l’inizio di un periodo di sofferenze intense, che lo hanno portato a una progressiva perdita di autonomia. Nell’ultimo messaggio pubblicato su Facebook, l’attore ha descritto una rapida perdita di peso, dolori lancinanti, problemi digestivi e una riduzione del controllo sul proprio corpo. «Tre anni interminabili di deterioramento dello stato di salute generale a partire da un intervento chirurgico per ernia nel 2023», ha scritto, rivelando un quadro clinico che lo ha ridotto a un livello di sofferenza estremo.

Un attore che ha denunciato i maltrattamenti medici

Denis aveva fondato il collettivo «Victimes françaises des prothèses de hernie», un gruppo attivo sui social che riunisce pazienti che segnalano complicazioni dopo l’inserimento di protesi per ernia. L’attore aveva utilizzato la sua esperienza personale per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere maggiore attenzione alle conseguenze di alcuni interventi chirurgici. Nel suo testamento spirituale, ha anche menzionato l’encefalomielite mialgica, una patologia neurologica invalidante, e ha denunciato la scarsa attenzione e la mancanza di ricerche dedicate a questa condizione.

Nonostante le sue accuse contro strutture sanitarie, medici e produttori di dispositivi medici, queste restano testimonianze personali e non sono state confermate da alcuna sentenza giudiziaria. Denis ha anche lamentato la mancanza di accesso a cure palliative adeguate in Francia, che lo ha costretto a non potersi più lavare o nutrire autonomamente. «Rifiuto a chiunque il diritto di giudicarmi», ha scritto, anticipando le critiche sulla sua scelta di ricorrere all’eutanasia. «Ho resistito a tutti i costi per tre anni di sofferenze atroci. Adesso depongo le armi».

Un ultimo atto pubblico e un ricordo di affetto

Prima di morire, Denis ha condiviso la scena finale del film «Fuga di mezzanotte» (1978), accompagnandola con la didascalia: «Con tutto il mio amore a tutti». Nonostante la rabbia trasparisse dal suo scritto, l’attore ha concluso con parole d’affetto per chi lo aveva supportato, rivolgendo un pensiero a «tutti coloro che sono saliti sul treno della mia vita». Il suo legale ha confermato che Denis aveva chiesto di portare avanti la sua causa e di sostenere la famiglia, anche se una querela depositata nel gennaio 2026 è stata archiviata a fine agosto per «reato non sufficientemente caratterizzato».

La morte di Arnaud Denis rappresenta un caso drammatico che mette in luce le complessità della salute, delle cure e delle scelte personali in un contesto di sofferenze prolungate. La sua storia, resa pubblica attraverso un messaggio su Facebook, rimane un ricordo di dolore e resistenza, che ha trovato eco in una comunità di pazienti e familiari che hanno condiviso le sue sofferenze. La sua scelta di eutanasia, fatta in accordo con medici, è un atto di volontà e di fine di vita, che ha trovato un’eco nel dibattito pubblico su diritti, salute e accesso alle cure.

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