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mercoledì 23 Settembre 2026

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Esteri

Călin Georgescu, ex candidato alle Presidenziali, fermato per truffa e associazione a delinquere

Ex candidato alle Presidenziali romene fermato per truffa e associazione a delinquere, nuove accuse dopo precedenti indagini.

Il politico romeno Călin Georgescu, ex candidato alle Presidenziali del 2024, è stato fermato e interrogato dalle autorità romene per accuse di truffa e associazione a delinquere. L’episodio, avvenuto il 23 settembre 2026, segna un ulteriore passo nella sua complessa storia giudiziaria, che vede nuove accuse dopo le indagini iniziate nel febbraio 2025. Georgescu, escluso dalle elezioni dalla Corte Costituzionale dopo aver vinto al primo turno, è stato fermato lunedì dalla polizia e dalla Direzione per l’indagine sulla criminalità organizzata e il terrorismo (DIICOT), ma non è stato arrestato, bensì sottoposto a controllo giudiziario.

Accuse di truffa e frodi finanziarie

Secondo le indagini in corso, Georgescu, insieme ad altre due persone, avrebbe raggirato un uomo d’affari romeno, convincendolo a versare 1,1 milioni di euro in cambio di promesse di finanziamenti esteri. L’uomo d’affari, convinto di poter ottenere fino a 15 milioni di euro da banche estere, è stato ingannato e ha versato la somma in denaro contante. La polizia ha chiarito che si trattava di un piano fraudolento, con l’obiettivo di ottenere fondi attraverso false promesse di investimenti esteri. L’indagine non ha nulla a che vedere con le precedenti accuse, che riguardavano istigazione a azioni contro l’ordine costituzionale e costituzione di un’organizzazione fascista.

Le accuse di truffa rappresentano un ulteriore capitolo in una storia giudiziaria complessa.

La notizia ha suscitato reazioni sia tra i sostenitori di Georgescu che tra le istituzioni politiche. I sostenitori dell’ex candidato si sono radunati all’esterno della sede centrale del DIICOT durante l’interrogatorio, intonando slogan come “libertà per Călin”. Il capo dell’opposizione, George Simion, presidente dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), ha rifiutato di distaccarsi da Georgescu, nonostante le trascrizioni in cui l’ex candidato aveva affermato di voler “smascherare l’intero sistema, incluso George Simion”. Simion ha pubblicato su Facebook un messaggio in cui ha dichiarato: “Non riuscirete a ingannare o sconfiggere il popolo rumeno!”.

Un caso che non finisce mai

Georgescu, noto per le sue posizioni radicali e per le accuse di antisemitismo e razzismo, si trova al centro di un caso giudiziario che non sembra voler concludersi. Le accuse di truffa e associazione a delinquere rappresentano un ulteriore capitolo in una storia già complessa, che vede il politico coinvolto in diversi procedimenti. La sua posizione all’interno del panorama politico romeno rimane delicata, con il rischio di ulteriori tensioni e di un impatto sulle sue possibilità future.

Le accuse di legami con la Russia aggiungono un ulteriore strato di complessità al caso.

Il tribunale ha respinto la richiesta dei procuratori di arrestare Georgescu, optando per il controllo giudiziario. L’indagine, tuttavia, continua e potrebbe portare a nuove accuse o a ulteriori procedimenti. La situazione rimane in sospeso, con il politico al centro di una serie di accuse che coinvolgono sia la sua attività politica che le sue relazioni con gruppi esterni, tra cui l’accusa di legami con la Russia.

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