Un progetto per i giovani, ispirato all’estero
A 21 anni, Edoardo Viero progetta una stazione ferroviaria pensata per i più giovani, con l’obiettivo di offrire loro un ambiente simile a quello che trovano all’estero. «Voglio che i ragazzi trovino qui quello che cercano all’estero», dice il project manager di Sirio, un progetto che mira a ristrutturare e rigenerare la stazione di Rosà, nell’Alto Vicentino, alle porte di Bassano Del Grappa. L’idea nasce da un’esperienza internazionale: dopo aver studiato Global Project and Change Management nei Paesi Bassi, Edoardo ha visto centri universitari dedicati all’imprenditoria, che lo hanno ispirato a fondare la sua prima startup, Humm AI, con l’obiettivo di diventare il “Duolingo dell’imprenditoria”.
La sua passione per l’imprenditoria nasce fin da bambino. «Ero un bambino e sentivo continuamente adulti e anziani, a scuola e in città, lamentarsi che “voi giovani non fate mai nulla”», ricorda. Quando è stato eletto sindaco dei ragazzi del suo comune, ha sentito lo stesso scetticismo. Un episodio chiave ha segnato la sua decisione di agire da solo: un imprenditore del territorio aveva promesso 500 euro per un progetto, ma non ha mantenuto la parola, stretto la mano su un accordo scritto su WhatsApp. «Perché tanto ero un ragazzino. Da lì ho deciso che tutto quello che avrei fatto nella vita me lo sarei dovuto conquistare da solo», spiega.
Una stazione come punto di riferimento
La stazione di Rosà, con i suoi spazi non utilizzati concessi in comodato all’associazione Amici del Villaggio, rappresenta un’opportunità unica. «Ho capito subito che non poteva essere una semplice struttura rigenerata o un semplice spazio di aggregazione per giovani: doveva avere un valore aggiunto, una storia diversa», afferma Edoardo. Ha scelto il nome Sirio, ispirato a una stella, perché le stelle sono un punto di riferimento nella notte per i viaggiatori ed emanano luce. «Voglio dare un volto e una luce diversa a questo progetto», spiega. Sirio organizzerà eventi di “accelerazione” umana e imprenditoriale, due temi che per lui vanno sempre insieme: prima un ragazzo deve capire chi è, quali sono i suoi talenti e se vuole essere un imprenditore. Solo dopo riceverà la formazione necessaria per crescere.
Un’idea replicabile per il futuro. Da questa esperienza, Edoardo ha sviluppato un’idea che potrebbe essere replicata in tutta Italia. «La startup si chiamerà Seiza (costellazione, in giapponese). L’idea è prendere questo format di rigenerazione delle stazioni ferroviarie e replicarlo: in Italia ci sono oltre 1.700 stazioni rigenerabili che potrebbero diventare la casa dell’innovazione per i territori», spiega. Ha già iniziato a contattare aziende come FS e Snam, con cui ha già parlato, per avviare un percorso di coprogettazione. «Così un bene pubblico rinnovato diventa un centro di innovazione. E vorrei replicare la stessa cosa stazione dopo stazione, per dire ai ragazzi del territorio: ci sono aziende disponibili che vi cercano, non serve andare all’estero per trovare quello che cercate», conclude.
Nel frattempo, la stazione di Rosà inizia a prendere forma. «È partito un progetto ministeriale con sportello psicologico dell’associazione. Abbiamo iniziato la pulizia del parco di 3.000 mq accanto alla stazione e pulizia interna», racconta Edoardo. Ha anche preso un gap year dall’università per seguire i suoi progetti. «Voglio da sempre fare qualcosa di diverso, mettermi alla prova contro queste affermazioni che per me non hanno senso. Vorrei che il mondo adulto rispettasse di più i più giovani», conclude.



