Elly Schlein ha fissato il 17 ottobre come data per l’assemblea nazionale del Partito Democratico, dove si deciderà l’inizio delle primarie per la leadership del centrosinistra. La segretaria del Pd ha ribadito che il primo passo sarà la definizione del programma comune, un tema che rimane al centro del dibattito interno. Tuttavia, una parte dei dem esita ancora, preoccupata per i rischi di un confronto diretto con Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Il Nazareno, il gruppo di lavoro del Pd, ha chiarito che non è in discussione la candidatura di un terzo nome, e che la possibilità di un “nome alternativo” non è sul tavolo.
La road map per il centrosinistra
La road map delineata da Schlein prevede un percorso che inizia con l’approvazione del programma comune, seguito dall’assemblea nazionale e, successivamente, dal tavolo di mediazione con gli alleati. Lo step successivo sarà la direzione nazionale, fissata al più tardi a metà dicembre. Dopo questa fase, la segretaria si concentrerà sulla campagna elettorale, con l’obiettivo di portare il partito alle elezioni politiche. Il modello adottato per la scelta del leader è simile a quello del centrodestra, con un criterio basato sul numero di voti.
La decisione non è unilaterale, ma il risultato dipende dal consenso interno.
Nonostante l’impegno per un percorso comune, le tensioni interne al Pd persistono. Alcuni esponenti, come Angelo Bonelli, hanno espresso dubbi sull’idea di far svolgere le primarie, temendo che possano dividersi le forze e ridurre la coesione del centrosinistra. Federico Fornaro ha sottolineato i rischi di un confronto tra elettorati diversi, con culture politiche e strutturazioni differenti. Secondo lui, il rischio di una frammentazione potrebbe portare a una perdita di coesione tra i partiti alleati. Tuttavia, Schlein ha ribadito la sua volontà di giocarsi la partita, nonostante le incertezze.
Le sfide del percorso programmatico
La segretaria dem ha anche sottolineato l’importanza di un programma condiviso, che possa rappresentare i valori del centrosinistra e rispondere alle aspettative dei cittadini. Il tema del sostegno all’Ucraina, ad esempio, è uno dei punti chiave che dovrà essere affrontato nel dibattito interno. La road map, quindi, non si limita alle primarie, ma include anche un percorso di rilancio per il Pd, con l’obiettivo di rafforzare la posizione del partito nel contesto politico nazionale.
La coesione tra i partiti alleati è un fattore cruciale per il successo del progetto.
Le polemiche interne al Pd non si limitano solo alle primarie. Altri temi, come le dichiarazioni di Tajani sull’Alto Adige, hanno suscitato reazioni tra le senatrici, che hanno protestato per l’uso di frasi considerate offensive. Inoltre, il dibattito sull’abbigliamento delle donne ha visto un confronto tra esponenti del Pd e di altri partiti, con accuse di sessismo. Tuttavia, queste questioni non sembrano influenzare direttamente il percorso delle primarie, che rimane al centro dell’attenzione per il centrosinistra.



