La Corte Tributaria di Puglia ha annullato quasi 10mila euro di interessi illegittimi applicati a un imprenditore leccese da parte del concessionario della riscossione. La sentenza, depositata nei giorni scorsi, conferma che gli interessi di mora non possono essere calcolati sulle sanzioni fiscali né sugli interessi già iscritti a ruolo. L’imprenditore, assistito dall’avvocato Matteo Sances, aveva visto recapitare una pretesa di interessi da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma i giudici hanno stabilito che tali importi non erano legittimi. La sentenza ha annullato l’intera pretesa, riconoscendo l’illegittimità degli interessi richiesti.
Normativa chiara ma applicata male
La sentenza, resa dalla Corte Tributaria di secondo grado della Puglia, composta dalla presidente Raffaella Perrone e dai giudici Gianmarco Galiano e Anna Rita Venneri, ha chiarito i limiti entro cui l’Agenzia delle Entrate può calcolare gli interessi di mora. Secondo l’articolo 30 del decreto del presidente della Repubblica 602 del 1973, gli interessi di mora decorrono dalla notifica della cartella fino al pagamento, ma solo sulle somme iscritte a ruolo, escludendo le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi già calcolati. L’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 472 del 1997 conferma che la somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi. La Camera Civile Salentina ha espresso preoccupazione per il continuo uso di tali pratiche da parte delle autorità fiscali. La norma è chiara ma i contribuenti continuano a segnalare l’applicazione di questi illegittimi balzelli, ha dichiarato il presidente Salvatore Donadei, sottolineando l’impegno della Camera a monitorare e segnalare tali criticità ai cittadini e alle imprese.
Un caso che ripete una precedente sentenza
Il presidente di Camera Civile Salentina, l’avvocato Salvatore Donadei, ha commentato la sentenza, sottolineando che essa conferma una normativa già stabilita nel 2019. Questa sentenza è importante perché chiarisce ancora una volta che il concessionario della riscossione non può applicare interessi di mora sulle sanzioni fiscali, in quanto ciò è espressamente vietato dalla legge, ha detto Donadei. L’avvocato ha ricordato come, già nel 2019, una questione analoga fosse stata affrontata dalla Commissione tributaria di Lecce.
La vicenda ha visto l’imprenditore leccese sottoposto a una richiesta di interessi da parte del concessionario della riscossione, ex Equitalia, ma i giudici hanno annullato l’intera pretesa, confermando che tali importi non erano legittimi. La sentenza rappresenta un ulteriore passo verso la tutela dei contribuenti da prassi illegittime e non previste dalla legge. La Camera Civile Salentina ha ribadito l’importanza di monitorare e segnalare tali criticità, sottolineando che i contribuenti continuano a segnalare l’applicazione di interessi illegittimi. La sentenza ha fornito un chiaro esempio di come la normativa esistente possa essere utilizzata per proteggere i cittadini da prassi non previste o illegali.



