La premier Giorgia Meloni ha espresso un’ira forte contro l’Istat, accusando l’istituto di aver commesso un errore di 11 miliardi di euro, che potrebbe mettere in pericolo la stabilità economica del Paese. «C’è chi lavora contro l’Italia per colpirci», ha detto, sottolineando come l’errore complessivo abbia reso il deficit italiano del 2025 al 3,1%, un dato che la mette in infrazione con l’Unione europea. La situazione potrebbe portare a una revisione della prospettiva politica del governo, con la possibilità di anticipare le elezioni se la legge elettorale non passasse.
Errore di 11 miliardi e conseguenze economiche
L’errore dell’Istat ha rivelato un aumento delle spese per il Superbonus e per i crediti d’imposta, con un totale di circa 11 miliardi di euro. Questo ha portato a un incremento del deficit rispetto alle previsioni iniziali, con un impatto significativo sulle finanze pubbliche. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso rammarico per la situazione, ma il governo non ha ancora trovato una soluzione per risolvere il problema. L’errore ha reso necessario un negoziato con Bruxelles, che potrebbe essere difficile da gestire.
La mancanza di soldi renderebbe più conveniente per Meloni andare alle urne prima del previsto.
L’Istat ha sbagliato tutte le previsioni negli ultimi quattro anni, e questo ha reso la situazione più complessa. Il governo ha cercato di limitare le uscite del 2025 attraverso l’individuazione di frodi sui crediti d’imposta, ma non ha potuto evitare l’errore. La situazione ha reso necessario un confronto interno nel governo, con la mancanza di Enrico Giovannini, ex presidente dell’Istat, che è considerato una figura seria.
La legge elettorale e la possibilità di dimissioni
La situazione ha reso necessario un confronto con l’Unione europea, ma anche con il Parlamento. La premier Meloni ha chiesto che l’esame dello Stabilicum si concluda alla Camera il 5 ottobre e ha posto la fiducia. Se la riforma fosse bocciata, ha fatto capire che si dimetterebbe, sfidando anche il centrodestra. La legge elettorale è un tema cruciale per il governo, e l’errore dell’Istat potrebbe influenzare la sua prospettiva politica.
La mancanza di soldi renderebbe più conveniente per Meloni andare alle urne prima del previsto.
La situazione ha anche reso necessario un confronto interno nel governo, con la mancanza di Enrico Giovannini, ex presidente dell’Istat, che è considerato una figura seria. Il governo ha cercato di limitare le uscite del 2025 attraverso l’individuazione di frodi sui crediti d’imposta, ma non ha potuto evitare l’errore. L’Istat ha sbagliato tutte le previsioni negli ultimi quattro anni, e questo ha reso la situazione più complessa. La premier Meloni ha anche espresso il rammarico per la situazione, sottolineando come l’errore abbia reso necessario un negoziato con Bruxelles. La mancanza di soldi renderebbe più conveniente per Meloni andare alle urne prima del previsto. La situazione potrebbe portare a una revisione della prospettiva politica del governo, con la possibilità di anticipare le elezioni se la legge elettorale non passasse.



