Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Katia Cescon difende il ruolo di sindaca dopo voci su maternità

Katia Cescon risponde a voci su maternità e carriera, difendendo il ruolo di sindaca

Katia Cescon, sindaca di Prata, ha risposto con un lungo messaggio ai pettegolezzi circolati in vista delle prossime elezioni del 2027. «Dicono che non dovrei più svolgere il mio ruolo perché sono diventata mamma. Ragionamento retrogrado», ha scritto, sottolineando come l’idea che una donna, nel momento in cui diventa madre, debba fare un passo indietro nella sua vita professionale sia una visione arcaica. La sindaca ha chiarito che, nonostante la maternità, ha continuato a svolgere le sue funzioni con la stessa determinazione, senza mai interrompere il mandato assunto nei confronti della comunità.

Maternità e impegno pubblico

La sindaca ha spiegato che, dopo un mese di gravidanza, è tornata al lavoro con la stessa forza di sempre, se non maggiore. «Perché diventare madre non mi ha tolto qualcosa. Mi ha dato ancora più forza, ancora più consapevolezza e, soprattutto, mi ha permesso di conoscere direttamente una realtà che prima conoscevo soltanto in parte», ha sottolineato. Grazie all’esperienza della maternità, ha potuto presentare in Regione alcune proposte concrete per aiutare e sostenere il percorso della maternità, che sono state accolte e che oggi permettono a tante mamme di risparmiare soldi, grazie a risorse regionali.

Non ho mai smesso di essere sindaca, ha aggiunto Cescon, sottolineando che, in questi dieci mesi, non ha mai interrotto il suo impegno. «E in questi dieci mesi non ho mai smesso di essere sindaca. Non ho mai fatto mancare il mio impegno, non ho mai rinunciato alle mie responsabilità e non sono mai venuta meno al mandato che ho assunto nei confronti della mia comunità», ha ricordato.

Un ragionamento retrogrado

«Trovo francamente vergognoso che nel 2026 ci sia ancora qualcuno che pensi che una donna, nel momento in cui diventa madre, debba automaticamente fare un passo indietro nella propria vita professionale o, peggio ancora, rinunciare al proprio ruolo pubblico», ha aggiunto Cescon. La sindaca ha criticato anche l’ipocrisia di chi, durante la domenica, parla di valori e di famiglia, ma poi giudica una madre e mette in discussione il suo ruolo soltanto perché ha una figlia piccola. «I valori non si predicano la domenica mattina per poi dimenticarli durante il resto della settimana», ha sottolineato.

La sindaca ha anche risposto a chi ha criticato il fatto che porti la figlia in Municipio. «Io so perfettamente quali siano le mie responsabilità e, fino a prova contraria, il mio lavoro si giudica da ciò che faccio ogni giorno per la comunità, non da dove si trova mia figlia quando entro in Municipio», ha chiarito. Ha inoltre fatto riferimento alla Presidente del Consiglio, madre, che non è considerata meno adatta al ruolo istituzionale. «Per quale motivo, allora, una sindaca donna dovrebbe essere considerata meno adatta a svolgere il proprio ruolo soltanto perché ha una bambina piccola?», ha chiesto, mettendo in luce una discriminazione che non ha senso.

La mia determinazione non è mai diminuita, ha concluso Cescon. Con il suo messaggio, ha difeso non solo il suo ruolo di sindaca, ma anche il diritto delle donne a conciliare maternità e carriera, senza dover rinunciare a nulla. Il suo intervento è un chiaro esempio di come i valori debbano essere praticati ogni giorno, non solo in chiesa.

Leggi anche