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mercoledì 23 Settembre 2026

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L’emendamento al dl Salva Conti sul taglio dello stipendio in ferie va ritirato

L’emendamento al dl Salva Conti prevede un taglio dello stipendio dei dipendenti pubblici in ferie, ma va ritirato.

L’emendamento al decreto legge “Salva Conti” che prevede un taglio dello stipendio dei dipendenti pubblici in ferie va ritirato. La Cassazione ha stabilito un principio chiaro: un lavoratore non può subire una decurtazione dello stipendio quando va in ferie, poiché ciò potrebbe dissuaderlo dall’esercitare il diritto al riposo. Questo emendamento, presentato da parlamentari delle destre e dell’estremo centro liberista, mira a ridurre la retribuzione durante le ferie calcolandola solo sulla paga base, escludendo le indennità accessorie come quelle per lavoro notturno o festivo.

Un principio giuridico ben consolidato

La Cassazione ha già espresso un giudizio chiaro sul tema, sottolineando che il diritto al riposo non può essere penalizzato con una riduzione di retribuzione. Secondo la Corte di Giustizia Europea, i dipendenti pubblici devono ricevere durante le ferie non solo la paga base, ma anche le indennità legate alle loro mansioni, come quelle per lavoro notturno o festivo. Questo principio è stato confermato da un giudice che ha dato ragione ai lavoratori, riconoscendo il loro diritto a una retribuzione completa durante il periodo di riposo.

Se l’emendamento fosse approvato, i dipendenti pubblici rischierebbero di vedersi sottrarre centinaia di euro all’anno, in alcuni casi anche oltre mille. Per un infermiere o un operatore sanitario, ad esempio, le indennità per lavoro notturno o festivo rappresentano una parte significativa del loro compenso. Queste somme, spesso trascurate dalle amministrazioni pubbliche, sono essenziali per garantire un reddito equo, soprattutto in un contesto di stipendi bassi e prezzi in aumento.

Un attacco a un diritto fondamentale

Un attacco a un diritto fondamentale
L’emendamento, presentato da parlamentari di Forza Italia, Lega e Azione, mira a ridurre ulteriormente i salari dei dipendenti pubblici, contravvenendo a un principio giuridico ben consolidato. Nonostante l’opposizione di alcuni gruppi politici, come il M5S, che hanno ritirato l’attacco, l’emendamento rimane in piedi e potrebbe portare a una riduzione di retribuzione per milioni di lavoratori. Questo non è solo un atto di dispetto, ma una forma di pressione su un settore già in difficoltà, con stipendi che non seguono l’inflazione e salari che non coprono i costi di vita.

La questione non riguarda solo l’equità economica, ma anche la tutela dei diritti dei lavoratori. La Cassazione ha chiarito che il diritto al riposo non può essere penalizzato, e questo principio deve essere rispettato. L’emendamento, se approvato, potrebbe mettere in discussione la legittimità di una norma che non rispetta le regole giuridiche e sociali. Per questo motivo, l’emendamento al dl Salva Conti deve essere ritirato immediatamente, da parte di tutti i parlamentari che hanno il dovere di difendere i diritti dei lavoratori e non di ridurre i loro salari.

Le amministrazioni pubbliche italiane hanno l’abitudine di non corrispondere, durante le ferie retribuite, tutte quelle somme legate a specifiche mansioni, attività, articolazioni orarie. Per prendere a riferimento una sola categoria, per un infermiere o un OSS, parliamo ad esempio – senza voler essere esaustivi – di voci quali l’indennità di turno (4,49€ al giorno) o per lavoro notturno (4€ per ogni ora notturna lavorata) o per lavoro festivo (17,82€ per turno festivo). Queste somme, spesso trascurate, rappresentano una parte significativa del compenso e sono essenziali per garantire un reddito equo.

Nonostante l’opposizione di alcuni gruppi politici, come il M5S, che hanno ritirato l’attacco, l’emendamento rimane in piedi e potrebbe portare a una riduzione di retribuzione per milioni di lavoratori. Questo non è solo un atto di dispetto, ma una forma di pressione su un settore già in difficoltà, con stipendi che non seguono l’inflazione e salari che non coprono i costi di vita. Per questo motivo, l’emendamento al dl Salva Conti deve essere ritirato immediatamente, da parte di tutti i parlamentari che hanno il dovere di difendere i diritti dei lavoratori e non di ridurre i loro salari. La questione non riguarda solo l’equità economica, ma anche la tutela dei diritti dei lavoratori. La Cassazione ha chiarito che il diritto al riposo non può essere penalizzato, e questo principio deve essere rispettato.

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