Venerdì 25 settembre 2026, nella Sala W. Angelini della Deputazione di Storia Patria per le Marche, si è svolto l’incontro “Cambiare lo sguardo”, promosso da Reti Culturali Odv nell’ambito del progetto per il contrasto alla discriminazione di genere. L’evento, aperto al pubblico, ha visto la partecipazione di esperti e cittadini, con l’obiettivo di restituire alle donne il posto che hanno avuto nella storia medievale e riscoprire le vicende delle converse e delle incarcerate nella Fabriano del XIV secolo. L’iniziativa ha cercato di far emergere il ruolo sociale delle donne in un periodo spesso dimenticato.
Un’esperienza dimenticata nella storia
L’incontro ha iniziato con i saluti istituzionali dell’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ancona, Orlanda Latini, che ha sottolineato l’importanza di riconoscere il contributo delle donne nella costruzione del passato. Anna Falcioni, presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche e docente di Storia medievale all’Università di Urbino, ha introdotto i lavori, presentando l’importanza del tema. L’evento ha visto la partecipazione di Francesca Bartolacci, docente di Storia medievale all’Università degli Studi di Macerata, che ha presentato la relazione “Donne religiose nel Medioevo. Pratiche, agency e rappresentazioni”. Secondo le organizzatrici, gli studi degli ultimi decenni hanno ampiamente documentato la presenza attiva delle donne nella società medievale, ma queste acquisizioni faticano ancora a entrare nella narrazione storica più diffusa e nella manualistica.
Le donne religiose come osservatorio privilegiato
L’esperienza delle donne religiose diventa quindi un osservatorio privilegiato per ricostruire pratiche, forme di autonomia e capacità di azione femminile. L’approfondimento riguarda un fenomeno significativo nelle Marche ma ancora poco conosciuto: la diffusione, nella Fabriano del Trecento, di forme di vita religiosa femminile non formalizzate sul piano canonico. Attraverso lo studio di fonti contabili inedite conservate nell’Archivio storico comunale, è possibile ricostruire esperienze eremitiche, comunitarie e di servizio vissute da donne insediate in carceri, clausure, celle e domus. ‘Cambiare lo sguardo’ vuole così riportare alla luce protagoniste ed esperienze dimenticate e, allo stesso tempo, interrogare il modo in cui il sapere storico viene costruito e trasmesso.
A seguire, Luca Marcelli, cultore di Storia medievale all’Università degli Studi di Macerata, ha intervento sul tema “Del mondo, ma non nel mondo. Converse e incarcerate a Fabriano nel XIV secolo”. L’analisi ha messo in luce come le donne religiose, spesso marginalizzate, abbiano svolto un ruolo cruciale nella società medievale, pur rimanendo invisibili nella maggior parte delle fonti storiche. L’evento ha rappresentato un’occasione per riflettere non solo sul passato, ma anche sul presente, sul modo in cui il sapere storico è costruito e su come le donne siano state e siano ancora oggi marginalizzate nella narrazione del passato.
Con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni di genere, l’iniziativa ha visto la collaborazione di diversi enti locali, tra cui l’Archivio di Stato di Ancona, l’Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti e de “Le Cento Città”. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Ancona e supportato dal Csv. L’interesse per il tema è stato significativo, con un pubblico numeroso che ha partecipato attivamente alle discussioni e ai dibattiti. L’incontro ha rappresentato un passo importante verso la riconciliazione tra storia e memoria, tra passato e presente, e tra donne e uomini nella costruzione del sapere storico.



