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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cronaca

Lavitola e i dubbi dei pm sugli incontri con Ranucci

I pm indagano sui contatti tra Lavitola e Ranucci, in vista del verdetto del tribunale.

L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci si complica con nuovi elementi emersi durante le indagini dei magistrati. L’ex di Valter Lavitola ha dichiarato ai pm che il suo ex compagno non ha mai visto la figlia dell’ex conduttore di Report, un dettaglio che potrebbe influire sulle ricostruzioni in corso. I magistrati, che indagano sull’ordigno dinamitardo piazzato a Pomezia, stanno esaminando i rapporti tra Lavitola e due imprenditori romani, Daniele e Antonio Pulcini, con i quali il giornalista aveva avuto contatti per mediare l’acquisto di un immobile. L’intermediazione, se mai esistita, non si è concretizzata, ma i pm non intendono lasciare nulla al caso.

Le relazioni tra Lavitola e i Pulcini

Secondo quanto emerso, il giornalista aveva provato a mettere una buona parola affinché Valter Lavitola, ritenuto il mandante dell’attentato di ottobre 2025, riuscisse ad acquistare un immobile a Monteverde Vecchio. Per farlo, aveva più volte incontrato uno dei Pulcini, intimo amico della proprietaria del locale. I due imprenditori, sentiti dal pm dell’Antimafia capitolina Edoardo De Santis, hanno negato le presunte pressioni ipotizzate dai magistrati di piazzale Clodio. Tuttavia, hanno riferito di incontri cordiali con Ranucci, che, in qualità di persona informata sui fatti, potrebbe aver avuto un ruolo nella trattativa.

«Avrebbero onore di incontrarti» scriveva Lavitola a Ranucci in un messaggio, un dettaglio che potrebbe rivelare l’intensità del loro rapporto. I pm stanno cercando di chiarire se Ranucci abbia esercitato pressioni su Pulcini o se si sia limitato a mediare nell’affare, mai concretizzatosi. I due imprenditori hanno anche parlato di un pranzo al Cefalù con Lavitola e Ranucci, un episodio che potrebbe rivelare ulteriori contatti tra i due uomini.

Le dichiarazioni dei Pulcini

Daniele e Antonio Pulcini, durante l’interrogatorio, hanno descritto Lavitola come un «maneggione» e hanno usato l’appellativo «Er sola» per definirlo. Hanno riferito che, su input di Lavitola, erano stati contattati per mettere una buona parola con la proprietaria dell’immobile. I due hanno anche parlato di un pranzo al Cefalù con Lavitola e Ranucci, un episodio che potrebbe rivelare ulteriori contatti tra i due uomini. I pm stanno cercando di chiarire se Ranucci abbia esercitato pressioni su Pulcini o se si sia limitato a mediare nell’affare, mai concretizzatosi.

«Sai che ti voglio bene anche io. E anche ai tuoi figli» scriveva Ranucci a Lavitola, un dettaglio che potrebbe influire sulle ricostruzioni in corso. Mentre i magistrati cercano di chiarire i fatti, l’inchiesta sull’attentato prosegue a ritmo serrato, con nuovi elementi che potrebbero cambiare il corso delle indagini. Il giudice non ha ancora dato il suo verdetto, ma entro breve il tribunale del lavoro deciderà sul ricorso di Ranucci per il reintegro alla conduzione del programma di giornalismo investigativo. Il giornalista, che ha già espresso opinioni su come potrebbe evolversi la situazione, ha sottolineato che non ha mai ottenuto vantaggi dagli affari di Lavitola e che l’intermediazione è stata un fallimento. I pm, però, non intendono abbandonare l’indagine e continuano a esaminare ogni aspetto delle relazioni tra i protagonisti.

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