Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Lavoro e scuola

Nuova laurea per infermieri di famiglia: il Nord si attiva, il Sud resta fermo

Nuova laurea magistrale per infermieri di famiglia: il Nord attiva i corsi, il Sud non ha sedi disponibili.

La nuova laurea magistrale in Scienze infermieristiche specialistiche nelle cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, istituita a febbraio e resa nota solo a metà maggio, ha visto il Nord attivare i corsi per l’anno accademico 2026/27, mentre il Sud e le Isole non hanno ancora predisposto sedi. Sono 316 i posti disponibili in 11 atenei, ma nessuna università nel Mezzogiorno o nelle Isole. Questa disparità rischia di penalizzare l’avvio delle Case di comunità, che richiedono figure professionali formate in modo specifico.

Formazione per infermieri di famiglia: il Nord scommette, il Sud resta fermo

Le sedi attive per la nuova laurea magistrale si concentrano principalmente nel Nord e in alcune regioni del Centro. L’università di Modena-Reggio Emilia offre 46 posti, seguita da Campus Bio-Medico di Roma con 35 e da altre università come Humanitas di Milano, Torino e Ancona, con 30 posti ciascuna. Le sedi rimanenti, con un numero intermedio di accessi, sono Verona (sede di Trento), Pisa, Piemonte orientale (sede di Novara) e Roma La Sapienza. Nessuna università nel Centro Sud ha attivato i corsi per l’anno accademico 2026/27.

Il ritardo degli atenei meridionali e insulari potrebbe condizionare l’avvio delle Case di comunità, che richiedono infermieri formati in modo specifico. Il Mezzogiorno, già in affanno per il completamento e l’avvio di queste strutture, rischia di rimanere senza personale qualificato. Gli infermieri già occupati e in possesso della laurea triennale, che desiderano migliorare la preparazione, potrebbero essere costretti a spostarsi o ad attendere un altro anno prima che i corsi siano attivati.

Un ritardo che penalizza il Sud e le Isole

Il ritardo nella predisposizione dei corsi magistrali è legato ai tempi stretti a disposizione degli atenei per adeguare i regolamenti didattici e reperire gli spazi e le docenze necessari. Il piano di studi è stato pubblicato solo a metà maggio, dopo che le lauree sono state istituite a febbraio. Questo ha reso difficile per alcuni atenei la preparazione tempestiva delle sedi e del personale. Il Mezzogiorno, in particolare, rischia di essere più penalizzato, con conseguenze anche sull’accesso alle opportunità professionali per gli infermieri. La mancanza di sedi nel Sud e nelle Isole potrebbe scoraggiare le iscrizioni, soprattutto per chi vive lontano dalle università attive. I corsi in sedi troppo distanti dal luogo di lavoro e dalla famiglia potrebbero tarpare le aspirazioni di crescita di chi punta alla laurea magistrale. Inoltre, il rischio è che le poche Case di comunità pronte siano anche prive del personale formato per gestire le cronicità, un aspetto cruciale per l’assistenza territoriale.

Le sfide future della formazione infermieristica

Al di là della disponibilità dei posti, restano due questioni importanti da definire: la coesistenza tra la laurea magistrale e i percorsi formativi più brevi per infermieri di comunità, organizzati ad esempio dalle Asl, e il ruolo professionale di una figura che, pur avendo lo stesso nome in tutta Italia, opera in realtà con regole diverse da territorio a territorio. Occorrerà capire che appeal riscuoterà la nuova laurea rispetto alle altre due nuove specializzazioni, sempre di ambito infermieristico, in Cure intensive e nell’Emergenza e Cure Neonatali e Pediatriche.

Al momento non ci sono ancora i dati sulle domande presentate per queste nuove specializzazioni, mentre si registra un incremento delle candidature per le prove selettive delle lauree infermieristiche di base triennali. VITA ha effettuato un test sondando le richieste pervenute all’università di Milano Statale per i tre nuovi percorsi magistrali, ognuno dei quali prevede 20 posti. Alla data del 17 settembre, risultano 37 per Cure Neonatali e Pediatriche, 60 per Cure primarie e infermieristica di famiglia e di comunità e ben 153 per Cure intensive e nell’Emergenza.

Leggi anche