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mercoledì 23 Settembre 2026

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Il più grande impianto agrivoltaico d’Italia nasce nel Catanese

Un impianto agrivoltaico da 227 MW in Sicilia combina energia solare e agricoltura, con benefici per le comunità locali.

Nel Catanese è stato inaugurato il più grande impianto agrivoltaico d’Italia, un progetto che unisce la produzione di energia solare all’attività agricola su un’area di 400 ettari. L’impianto, realizzato da Nadara, produttore indipendente di energia (IPP), si trova a circa 40 chilometri dall’Etna, tra i comuni di Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia. L’obiettivo è produrre 227 megawatt (MW) di energia rinnovabile, con un accordo di acquisto (Ppa) per 156 MW sottoscritto con Amazon. L’impianto è stato completato in 12 mesi grazie al lavoro di oltre 900 operai.

Un modello di sostenibilità e integrazione

Il progetto di Big Fish rappresenta un esempio di come l’energia rinnovabile possa coesistere con l’agricoltura. Metà dei 400 ettari dell’area è destinata all’attività agricola, con coltivazioni gestite dagli agricoltori che hanno lavorato i terreni in precedenza. I pannelli solari sono stati installati a una altezza di tre metri dal suolo, permettendo la continuità delle attività agricole. Inoltre, sono stati realizzati o ripristinati 14 pozzi per l’irrigazione, contribuendo alla sostenibilità del territorio.

Il sistema di coltivazione di Big Fish è stato sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, garantendo un approccio scientifico e sostenibile. L’impianto si estende su 400 ettari, suddivisi in 15 aree. La sua configurazione agrivoltaica consente di mantenere metà della superficie destinata all’attività agricola, dimostrando come la produzione di energia rinnovabile su larga scala e l’utilizzo produttivo dei terreni possano coesistere.

Benefici per le comunità locali

Big Fish non si limita alla produzione di energia: il progetto include la piantumazione di 38.000 alberi, la manutenzione di 2,5 chilometri di corsi d’acqua pubblici e la riqualificazione di edifici comunali. Inoltre, i comuni limitrofi beneficeranno di almeno 17,25 milioni di euro in servizi e finanziamenti destinati all’efficienza energetica. L’impianto è stato progettato per generare un valore duraturo per il territorio circostante. Il progetto include anche l’allevamento di api, con la produzione di circa 4,5 tonnellate di miele all’anno. Questo approccio integrato dimostra come l’energia rinnovabile possa essere un’opportunità per le comunità locali, non solo per la produzione di energia, ma anche per la tutela dell’ambiente e la creazione di posti di lavoro.

“L’agrivoltaico come pratica su larga scala è ancora una fase di consolidamento e c’è qualcosa di davvero entusiasmante in un sito in cui la terra continua a produrre cibo e, allo stesso tempo, energia per alimentare le nostre case”, ha sottolineato Jorge Martinez, chief growth officer di Nadara. L’obiettivo del progetto è creare un valore duraturo per il territorio, contribuendo alla transizione energetica e alla tutela della biodiversità. “Mentre proseguiamo verso il nostro obiettivo di raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2040, crediamo che i progetti di energia rinnovabile debbano restituire valore alle comunità che li ospitano”, ha detto Giorgio Busnelli, country manager di Amazon per l’Italia. L’impianto di Big Fish è un esempio concreto di come l’energia rinnovabile possa essere un’opportunità per il territorio, con benefici economici, ambientali e sociali.

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