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mercoledì 23 Settembre 2026

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Sanità in Marche, rischio aumento ticket: «La Regione deve proteggere le famiglie»

Preoccupazione per aumento ticket sanitario in Marche, chiesta protezione per famiglie economicamente fragili.

Due consiglieri regionali del Partito Democratico, Leonardo Catena e Maurizio Mangialardi, hanno sollevato preoccupazioni sul rischio di aumento dei ticket sanitari in seguito all’entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale. L’allarme nasce da un’interrogazione presentata al Consiglio regionale, in cui si chiede alla Giunta di chiarire le conseguenze del nuovo sistema tariffario per i cittadini marchigiani e per il Servizio sanitario regionale. «Il diritto alla salute non può essere condizionato dalle disponibilità economiche», hanno sottolineato i due esponenti, sottolineando come l’aumento dei costi potrebbe mettere in difficoltà famiglie già in difficoltà. La Regione è chiamata a fornire informazioni precise sulle implicazioni economiche e a tutelare le famiglie più fragili.

Costi sanitari in aumento, rischio per i più fragili

Nel 2024, il 10,6% della popolazione delle Marche ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, liste d’attesa o difficoltà di accesso. L’aumento medio delle prestazioni specialistiche interessate dal nuovo tariffario è del 5,8%. «Anche incrementi contenuti possono pesare su chi sostiene ripetutamente spese per visite ed esami senza beneficiare delle relative esenzioni», hanno aggiunto Catena e Mangialardi. La preoccupazione è che, se i maggiori costi assorbono le risorse senza un adeguamento della programmazione, le attese rimarranno immutate e l’offerta di prestazioni potrebbe risultare insufficiente. La disuguaglianza tra chi ha i mezzi e chi non li ha potrebbe diventare un problema reale.

Chieste misure per tutelare le famiglie

I consiglieri hanno chiesto un quadro puntuale delle prestazioni che comporteranno un maggiore esborso, degli importi, dei cittadini coinvolti e delle misure per neutralizzare o compensare gli eventuali aumenti. «Non basta conoscere la remunerazione delle strutture: bisogna sapere se le visite resteranno alla portata di tutti», hanno sottolineato. L’interrogazione richiede anche informazioni sui volumi di attività programmati e sugli effetti attesi sui tempi d’attesa. «Chi aspetta mesi per un esame e non può permettersi di rivolgersi altrove rinuncia oppure si cura tardi», hanno spiegato, sottolineando come la disuguaglianza tra chi ha i mezzi e chi non li ha possa diventare un problema reale.

La Regione è chiamata a chiarire quanto costerà ai cittadini, quante risorse arriveranno nelle Marche e quante prestazioni in più saranno garantite. «Vogliamo numeri precisi sui ticket, anche sul maggiore esborso complessivo per gli utenti e impegni perché l’aggiornamento non pesi ancora sulle famiglie più fragili», hanno concluso i due consiglieri. L’obiettivo è che l’aggiornamento tariffario non aggiunga nuovi ostacoli a chi ha bisogno di curarsi, garantendo accesso alle prestazioni sanitarie per tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche. La salute non deve essere un privilegio riservato a chi ha i mezzi.

Il nuovo tariffario, applicabile alle prestazioni prescritte dal 21 settembre, aggiorna le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 222 codici dell’assistenza protesica su misura. I due consiglieri hanno sottolineato come le tariffe si decidono a Roma, ma le conseguenze le vivranno le famiglie marchigiane. «La Regione deve dire subito quanto costerà ai cittadini, quante risorse arriveranno nelle Marche e quante prestazioni in più saranno garantite», hanno concluso. L’interrogazione chiede di conoscere l’impatto economico del nuovo tariffario sul Servizio sanitario regionale, le risorse destinate alle Marche, gli effetti sui budget delle strutture pubbliche e private accreditate e le eventuali variazioni della compartecipazione alla spesa.

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