Il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, ha spiegato sui social i motivi che hanno portato all’abbattimento del bosco di 25mila metri quadrati nell’area dell’ex caserma IV Novembre. L’area, bonificata da oltre trent’anni, è destinata a ospitare un studentato per 500 studenti, la stazione capolinea della metropolitana M5, un parcheggio di corrispondenza e la nuova sede del comando provinciale della guardia di finanza. La decisione ha suscitato proteste da parte di ambientalisti e cittadini che hanno organizzato un presidio il 3 ottobre per salvaguardare l’area verde.
Le scelte non sempre coincidono con le aspettative
Il sindaco ha sottolineato che “non sempre è possibile far coincidere tutte le aspettative con ciò che è realmente possibile fare”. La decisione di abbattere il bosco, purtroppo, è stata presa dopo anni di dibattiti e confronti tra amministrazione, cittadini e esperti. L’area, che appartiene al demanio dello Stato e per una piccola parte alla Regione, è stata scelta come sede per progetti pubblici che richiedono spazi significativi. Il dispiacere per la perdita di un’area cresciuta dopo la bonifica può essere grande e condiviso, ha aggiunto Pilotto.
La metropolitana M5 e le aspettative della cittadinanza
La realizzazione della metropolitana M5 è un progetto atteso da decenni, ma ha visto rallentamenti negli ultimi anni. Il sindaco ha sottolineato che “al di là di un piccolo gruppo di cittadini che la ritiene inutile, sia una aspettativa comune da parte della cittadinanza”. L’area dell’ex caserma IV Novembre è stata scelta come capolinea per la metropolitana, nonostante alcune proposte alternative, come quella di posizionare la fermata su Viale Elvezia, non siano state accolte. Alcuni ingegneri residenti in città hanno suggerito che la fermata si attestasse su Viale Elvezia, ma le indicazioni dei progettisti di MM hanno confermato quell’area, ha spiegato.
Il sindaco ha anche ricordato che le scelte non sono sempre facili e che “ci sono momenti in cui le scelte devono essere affrontate”. La decisione di abbattere il bosco, purtroppo, è stata presa dopo un lungo processo di valutazione e confronto. “Le scelte che una comunità deve prendere spesso non sono prive di difficoltà. Ma ci sono momenti in cui le scelte devono essere affrontate”, ha concluso.
Il sindaco ha anche ricordato i lavori importanti svolti durante il suo mandato, tra cui la ricostruzione della scuola Bellani, il recupero dell’ex Borsa e l’utilizzo dell’area ex Tpm. “In alcuni casi le aspettative dei cittadini e le scelte amministrative possono sovrapporsi pienamente”, ha concluso. L’area dell’ospedale Vecchio, ad esempio, non ospiterà edilizia residenziale, ma servizi pubblici come la Casa di Comunità, l’Ospedale di Comunità e il Comando Provinciale dei Carabinieri. Tutte le destinazioni sono per servizi pubblici, ha sottolineato. La protesta degli ambientalisti, che hanno criticato la politica urbanistica portata avanti dalla giunta Pilotto, è stata accompagnata da un presidio organizzato il 3 ottobre. Il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ha invitato la popolazione a partecipare e a farsi sentire con fischietti e chitarre. La decisione di abbattere il bosco, purtroppo, rappresenta un momento di tensione tra le esigenze di sviluppo e la tutela dell’ambiente.



