Chiusura del Punto Nascita Sapri: sindacati chiedono intervento politico
La chiusura del Punto Nascita di Sapri ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati, che hanno espresso la necessità di un intervento politico per garantire il diritto alla salute delle donne. La decisione, presa in base a una delibera regionale, ha suscitato critiche per la mancanza di una programmazione specifica e per la scarsa considerazione del disagio geografico e demografico del territorio. La Fp Cisl e la Cisl Medici, insieme alla Confederazione, hanno sottolineato l’importanza di una politica sanitaria che tenga conto delle professionalità, dell’organizzazione dei servizi e della sicurezza delle cure. La chiusura non è vista come una soluzione, ma come un problema che richiede una risposta concreta e mirata.
La sentenza del Tar non ha considerato la legge regionale La sentenza del Tar Campania ha ritenuto amministrativamente non immotivata la delibera di chiusura del Punto Nascita di Sapri, basata su un dictat dei Ministeri della Salute e del MEF. Tuttavia, i sindacati hanno sottolineato che la sentenza non ha preso in considerazione la legge regionale 11 del 22 luglio 2025, che classifica l’area del Golfo di Policastro come area disagiata e quindi meritevole di servizi in deroga. La mancanza di dati geografici e demografici nella sentenza ha alimentato le critiche, con l’auspicio che la politica intervenga per risolvere il problema.
La regione deve potenziare il personale e migliorare i servizi
I sindacati hanno richiesto all’Asl Salerno di potenziare il personale, in particolare ginecologi, infermieri e ostetriche, e di istituire la partoanalgesia, che manca in tutta l’Asl Salerno. L’assenza di questa pratica è vista come un fattore di fuga per le partorienti. Inoltre, è necessario ristabilire la guardia radiologica notturna, che è considerata un elemento chiave per migliorare la fidelizzazione della popolazione. La regione deve anche garantire condizioni di lavoro sostenibili e la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari. La sanità di prossimità richiede un progetto concreto
La Cisl Salerno ha sottolineato che la chiusura del Punto Nascita non significa la cancellazione della presenza ostetrico-ginecologica a Sapri, ma la necessità di costruire una rete sanitaria realmente funzionante. La sanità di prossimità non si costruisce solo con nuovi modelli organizzativi, ma ha bisogno di professionisti, organici adeguati e condizioni di lavoro sostenibili. La politica sanitaria deve ricomporre le dimensioni del lavoro, delle professionalità e della sicurezza delle cure, per garantire un servizio pubblico di qualità. La regione e l’Asl devono rendere chiaro il progetto di riorganizzazione, con risorse, organici e percorsi di emergenza ben definiti.
La chiusura del Punto Nascita di Sapri rappresenta un problema non solo per le donne, ma per l’intero territorio. La distanza dai grandi centri, la viabilità, l’età della popolazione e le difficoltà di reperimento delle professionalità rendono necessaria una programmazione specifica. La politica deve intervenire per rendere esigibile il diritto a nascere in sicurezza, garantendo servizi sanitari accessibili e di qualità. La sanità non può essere letta separatamente da chi cura, chi organizza i servizi e chi vive le conseguenze delle scelte. La politica sanitaria deve ricomporre queste dimensioni e trasformarle in una strategia territoriale.



