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giovedì 24 Settembre 2026

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Cultura

Un dipinto dell’Ottocento torna a Gesico dopo 70 anni di storia dispersa

Un dipinto dell’Ottocento ritrovato dopo 70 anni a Gesico, un ritorno simbolico per la comunità.

Un dipinto dell’Ottocento, commissionato da un’antica istituzione locale, è tornato a Gesico dopo 70 anni di assenza. L’opera, che rappresenta un momento significativo della memoria storica del paese, è stata recuperata grazie a una lunga ricerca condotta dalla Pro Loco. La tela, originariamente ospitata nel Monte Frummentario di Soccorso, era scomparsa dalla circolazione a metà degli anni Cinquanta, dopo la demolizione dell’antica struttura seicentesca. Dopo decenni di ricerca, testimonianze e contatti, il dipinto è tornato a casa, proprio alla vigilia della 397ª Festa di San Mauro.

Un viaggio lungo sette decenni

Il dipinto, realizzato dall’artista napoletano Francesco Apiccella, aveva girato l’Italia per sette decenni prima di finire dimenticato in un deposito. «Nessuna traccia è mai definitivamente persa se si ha la costanza di cercarla», ha spiegato Carlo Carta, presidente della Pro Loco di Gesico. Il quadro, insieme ad altri vecchi arredi, era stato trasferito da un magazzino all’altro, iniziando un lungo viaggio che dalla Sardegna lo avrebbe portato fino a Napoli. La ricerca, condotta con tenacia e determinazione, ha permesso di ricostruire il percorso del quadro e, alla fine, di riportarlo in paese.

Un lavoro di documentazione e testimonianze

Il recupero della tela è stato il risultato di una ricerca fatta di documenti, testimonianze e contatti. «Sapere da dove era partito e conoscere la sua storia ci ha permesso di seguire le tracce fino a Napoli, dove alla fine siamo riusciti a ritrovarlo», ha spiegato Carta. Il primo passaggio è stato ricostruire la storia dell’opera e capire che fine avessero fatto i beni presenti nell’antico Monte Frummentario dopo la sua demolizione. Un ruolo importante lo hanno avuto anche le persone che hanno messo a disposizione ricordi e informazioni sulla provenienza del dipinto.

«Lo stiamo pensando come una vera e propria capsula del tempo della nostra comunità», conclude il presidente della Pro loco. Il dipinto, che era stato trasferito da un magazzino all’altro, ha attraversato un lungo viaggio che l’ha portata dalla Sardegna fino a Napoli, prima di tornare a Gesico. Il ritrovamento del dipinto rappresenta un momento di grande importanza per la comunità, che può festeggiare anche il ritorno di una parte della propria storia. Il ritorno del dipinto non è solo un ritorno di un’opera d’arte, ma anche un risultato concreto di una ricerca sulla storia di Gesico e sulla dispersione del patrimonio locale. La tela di Apiccella troverà infatti la sua collocazione nel Museo Identitario Animas, attualmente in fase di realizzazione. «Questo dipinto ha girato l’Italia per sette decenni prima di finire dimenticato in un deposito», ha sottolineato Carta, ricordando come il lavoro di ricerca abbia portato a un risultato concreto.

Il ritrovamento del dipinto è un simbolo di connessione con il passato. Mentre il paese si prepara alla Sagra della Lumaca e alla secolare Festa di Sant’Amadu, il ritrovamento del dipinto dell’Ottocento è un simbolo di connessione con il passato. Il dipinto rappresenta un momento di riconciliazione con il passato. Il ritrovamento del dipinto è un evento che unisce passato e presente, e che dà un senso di appartenenza e orgoglio a chi vive a Gesico.

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