La tensione a Palazzo Chigi è al massimo. Dopo l’annuncio dell’Istat sul deficit al 3,1 per cento, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso una furia che coinvolge non solo l’istituto di statistica, ma anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Senza soldi in manovra, il voto si avvicina. I conti pubblici sono un flop, e la situazione non sembra migliorare. La soglia dei 2,5 euro al litro del carburante si avvicina, e con essa, la preoccupazione per la procedura di infrazione.
Responsabilità attribuite all’Istat e alla Ragioneria
La furia di Meloni è diretta soprattutto verso il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ma non è l’unica figura in croce. Dario Perrotta, la ragioniera dello Stato, e Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia, sono indicati come responsabili del disastro economico. L’errore di valutazione, che ha portato a un deficit superiore alle previsioni, viene addebitato alla Ragioneria. «Sono emersi 2,5 miliardi in più sul 2025 di spesa per investimenti che voi non avete conteggiato, è per questo che siamo ancora in procedura di infrazione», ha ricordato Maria Elena Boschi, deputata di Italia viva.
Le elezioni si avvicinano, il governo non ha margini
La manovra di bilancio non ha dato i risultati sperati. Senza soldi, il governo rischia di non riuscire a tornare sotto il 3 per cento del deficit. La conseguenza è semplice: le elezioni si avvicinano. «La mancata fuoriuscita dalla procedura di infrazione avvicina la data del voto», ha sottolineato una fonte di alto rango a Palazzo Chigi. Il pannicello caldo delle stime Ocse, che ha aumentato le previsioni di crescita del Pil italiano allo 0,9 per cento, non è sufficiente. L’opzione dell’election day a gennaio non è più una chimera.
La presidente del Consiglio non vuole l’election day ad aprile, che invece preferirebbe il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La logica politica e istituzionale gioca un ruolo fondamentale. I costi del carburante galoppano, e i miliardi necessari per mantenere il deficit sotto controllo non sembrano più disponibili. La Lega, con Matteo Salvini, chiede lo scostamento di bilancio, ma Fratelli d’Italia non è d’accordo. «Non credo che sia la cosa migliore da fare in questa circostanza», ha detto Marco Osnato.
Il governo si trova in una situazione di grande nervosismo. Le promesse fatte non si possono mantenere, e i fondi necessari non arrivano. La manovra di bilancio è diventata un problema di fondo. L’Istat, con le sue stime, è diventato un bersaglio. «L’Istat è solito sempre rivedere le sue stime. Significa che noi, sicuramente, nel 2027, quando l’Istat rivedrà ancora le stime sul 2025, scopriremo che già nel 2025 eravamo usciti fuori dalla procedura di infrazione», ha detto Francesco Filini. La situazione è critica. Senza soldi, il voto si avvicina. Il governo non ha margini. La manovra di bilancio non ha dato i risultati sperati. La tensione a Palazzo Chigi è al massimo. La furia di Meloni non si placa. Il voto si avvicina, e con esso, la possibilità di un cambiamento di governo.



