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giovedì 24 Settembre 2026

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Economia

L’Italia ha fatto meglio del previsto: Cottarelli smonta le isterie sulla procedura UE

L’Italia ha raggiunto un deficit del 3,1% e Cottarelli smentisce le critiche sulla procedura Ue.

L’Italia ha raggiunto un deficit del 3,1% nel 2025, un risultato che, secondo l’economista Carlo Cottarelli, è andato meglio del previsto. L’analisi del professore, pubblicata sul Corriere della Sera, smonta le isterie catastrofiste che circondano la mancata uscita dalla procedura d’infrazione dell’Unione Europea. Il 3,1% non è una bocciatura, ma un risultato che, sebbene non abbia permesso di uscire in anticipo, non ha comportato conseguenze gravi né sanzioni automatiche. Cottarelli sottolinea che il deficit al 3,1% non comporta automaticamente una nuova stretta sui conti.

Un deficit inferiore al previsto

L’obiettivo originario concordato con la Commissione Europea era un deficit del 3,4%. L’Italia ha quindi fatto meglio del previsto, ma non abbastanza per uscire dalla procedura in anticipo. Cottarelli chiarisce che la flessibilità concessa dall’Unione può essere utilizzata per finanziamenti agevolati, inclusi quelli per energia e difesa. L’economista, ex senatore eletto come indipendente nel Pd, ha sottolineato che non è vero come molti hanno sostenuto che non potremo usare la sopracitata flessibilità.

Le conseguenze di rimanere in procedura, spiega Cottarelli, non sono quelle che si immaginano. L’Italia non dovrà affrontare sanzioni immediate né misure correttive significative. I mercati non hanno reagito in modo drastico alla notizia, e l’iter per eventuali sanzioni è stato sospeso. L’economista rileva che si resta in una procedura «congelata», senza effetti pratici in termini di misure correttive. Inoltre, ritiene possibile un’uscita già nella primavera 2027, qualora il deficit del 2026 risultasse inferiore al 3%.

Le critiche non sono fondate

Cottarelli smentisce anche le accuse di incapacità del governo, sottolineando che il risultato del 2025 non è affatto male. L’analisi dei conti pubblici, basata sui dati verificati, mostra che l’Italia ha seguito il sentiero concordato nel 2024, a parte la spesa per la flessibilità. L’economista rileva che la politicizzazione della vicenda ha alimentato la gran confusione, e che la sinistra ha inanellato luoghi comuni per alimentare il catastrofismo. Nonostante le critiche, Cottarelli conferma che l’Italia ha lavorato bene e che il deficit del 3,1% non è una bocciatura, ma un risultato che richiede una valutazione equilibrata. L’analisi dei dati economici, basata su fatti verificati, mostra che le conseguenze non sono quelle che si pensa, e che l’uscita dalla procedura potrebbe avvenire già nel 2027, se i dati del 2026 saranno positivi.

Il deficit al 3,1% non comporta automaticamente una nuova stretta sui conti. L’economista sottolinea che il nostro sentiero di rientro dal deficit continuerà a essere quello concordato nel 2024. L’unica conseguenza è che se, usando la flessibilità per energia e difesa, resteremo sopra il 3%, rimarremo in procedura. Tuttavia, le conseguenze negative abitualmente associate a essere in Procedura sono del tutto sospese se l’eccesso sarà dovuto alle spese per difesa ed energia.

Il risultato del 2025 non è affatto male. L’obiettivo originario era un deficit del 3,4%, e l’Italia ha fatto meglio del previsto. Cottarelli ribalta il catastrofismo della sinistra, sottolineando che il deficit al 3,1% non è una bocciatura, ma un risultato che richiede una valutazione equilibrata. L’analisi dei dati economici, basata su fatti verificati, mostra che le conseguenze non sono quelle che si pensa, e che l’uscita dalla procedura potrebbe avvenire già nel 2027, se i dati del 2026 saranno positivi.

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