Un viaggio in bicicletta che ha trasformato la vita di Leonardo Scarton
Leonardo Scarton, ventinovenne romano della Garbatella, ha iniziato un viaggio in bicicletta che lo ha portato da Roma a Kyoto, attraversando continenti e culture. Partito il 8 febbraio, dopo quasi otto mesi in sella, ha raggiunto Pechino e si prepara a proseguire verso la Corea del Sud e infine il Giappone, dove il viaggio dovrebbe concludersi. Il progetto, iniziato nel 2018, è diventato una missione personale e un modo per conoscere il mondo in modo diverso. Ha scelto la bicicletta per uscire dai percorsi del turismo tradizionale.
Un’esperienza di connessione e scoperta
Ogni sera, Leonardo studia la storia dei luoghi attraversati e racconta le sue esperienze sui social media, dove ha circa 200mila follower. “Vedi proprio come si crea un legame umano senza bisogno di sapere l’uno la lingua dell’altro”, ha detto. Il viaggio non è solo una prova di resistenza, ma un’occasione per incontrare persone, condividere storie e scoprire nuove culture. Ha trovato una forma di connessione che supera le barriere linguistiche. Durante il viaggio, ha dormito grazie all’ospitalità di sconosciuti, in moschee, ristoranti, parchi e case private. In Turchia, racconta, “qualunque moschea ti accoglierà per dormire”. Un pastore lo ha ospitato e con lui ha parlato per quattro ore senza conoscere la lingua dell’altro. “Vedi proprio come si crea un legame umano senza bisogno di sapere l’uno la lingua dell’altro”, ha sottolineato.
Un’idea nata da un’esperienza personale
La passione per la bicicletta è nata nel 2022, quando un amico gli ha fatto scoprire le due ruote. “Mi dice ‘andare in bici è molto più facile che andare in montagna. Se ti succede qualcosa per strada trovi una mano'”, ha ricordato. Da lì è iniziata una preparazione meticolosa: mappe, percorsi, tappe, tutto studiato nei dettagli. Il viaggio, però, ha anche un significato personale: Leonardo ha conosciuto Sayaka, sua moglie, in Giappone, e il loro incontro ha dato un nuovo senso al progetto.
Un progetto che si evolve con il tempo
All’inizio del viaggio, Leonardo cercava soprattutto luoghi da vedere, dalle rovine archeologiche ai siti più lontani dai circuiti turistici. Poi, chilometro dopo chilometro, sono diventati sempre più importanti gli incontri: le famiglie che lo hanno ospitato, le conversazioni improvvisate, i gesti di persone che non parlavano la sua lingua. “All’inizio del viaggio ero alla ricerca dei luoghi, ora lo sto finendo alla ricerca delle persone”, ha detto. La bicicletta, per lui, è uno strumento che lo ha reso vulnerabile e ha permesso di creare legami. Viaggiando da solo, ha scoperto che non è mai veramente solo.
La bicicletta è stata decisiva proprio per questo. “È uno strumento che ti dona vulnerabilità”, ha spiegato. In campagna le persone si fermano, fanno domande, ti invitano a casa. A Kyoto, dove si trasferirà con Sayaka, Leonardo vorrebbe trasformare questa esperienza in un nuovo progetto: accompagnare piccoli gruppi alla scoperta del Giappone rurale. “Non fare un viaggio per vedere luoghi turistici, ma per avvicinarsi all’altra cultura”.



