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giovedì 24 Settembre 2026

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Cultura

Lodi, un mese di riflessione sulla fotografia etica e le sfide del presente

Lodi ospita il Festival della Fotografia Etica, un mese dedicato a immagini che interrogano la realtà e raccontano le sfide del mondo contemporaneo.

Lodi si prepara a ospitare il Festival della Fotografia Etica, un evento che si svolgerà dal 26 settembre al 25 ottobre 2026. L’edizione diciassettesima del festival si propone come uno spazio di riflessione sulle sfide del mondo contemporaneo, con un focus su immagini che interrogano la realtà e raccontano storie di empatia, critica e conoscenza. La manifestazione, organizzata da un team che punta sull’inclusività e sull’accessibilità, si svolgerà in diverse sedi della città lombarda, offrendo un itinerario espositivo ricco e diffuso.

La fotografia come strumento di conoscenza

Il festival si basa su una premessa chiara: in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e la manipolazione digitale permettono di alterare immagini in pochi secondi, la necessità di ancorarsi alla realtà dei fatti non è mai stata così urgente. «Scegliamo storie che qualcuno è andato a vedere davvero», ha dichiarato Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica. L’obiettivo è offrire uno spazio in cui la fotografia diventi uno strumento imprescindibile di conoscenza, empatia e senso critico.

Storie di conflitti e resistenza

La rassegna presenta una selezione di lavori che indagano su temi come la guerra, la resistenza e le ingiustizie sociali. Tra i lavori premiati spicca ICE – Broken Families di Carol Guzy, che documenta il trauma dei minori di fronte alle deportazioni di massa negli Stati Uniti. Altra testimonianza forte è Sudan War, a Nation Trapped di Abdulmonam Eassa, una cruda narrazione della guerra civile sudanese esplosa nel 2023. La fotografia si rivela un mezzo potente per raccontare le sofferenze e le resistenze di popoli in difficoltà.

Non mancano le storie di resistenza silenziosa, come When Buddha Stopped Smiling di Chinky Shukla, che indaga la resistenza delle comunità del Rajasthan legate ai test nucleari indiani. Allo stesso tempo, il festival si occupa anche del degrado ambientale, come in Beyond The Lake di Carlos Folgoso Sueiro, che analizza il degrado della Galizia. La fotografia, in questo contesto, diventa un linguaggio universale per comprendere e condividere le sfide del nostro tempo.

Un festival accessibile e inclusivo

Quest’anno il festival si distingue per un forte impegno sull’inclusività. Non solo attraverso scelte tariffarie favorevoli a visitatori e famiglie, ma anche grazie all’espansione delle sedi espositive. L’edizione include nuove location prestigiose, come l’ex-Chiesa di Santa Chiara Nuova, che ospita lo Spazio Ambiente con Elements of Wonder di Jon McCormack. Il Museo Diocesano accoglie invece l’indagine di Elliot Ross su disparità nell’accesso all’acqua nell’Ovest americano. Il festival si completa con l’anteprima degli spazi dell’Opificio della Cultura, destinati al futuro museo civico. Inoltre, lo Spazio Nonprofit presenta sei progetti dedicati all’impegno di organizzazioni non governative internazionali. L’evento si arricchisce anche con installazioni outdoor, laboratori per i più piccoli e attività dedicate alle nuove generazioni, che vengono educate all’uso responsabile delle immagini e al senso critico del contemporaneo.

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