Madame, rapper vicentina già vincitrice di due Targhe Tenco, ha recentemente concluso un tour estivo di enorme successo. Il suo nuovo disco, Disincanto, è stato accolto con grande attenzione e ha suscitato interesse per la sua profondità e la sua capacità di mettere in discussione le convenzioni. L’artista, che si definisce una “conscious rapper”, ha spiegato che il suo obiettivo è produrre una cultura il più possibile di spessore, un’idea che le è nata da un rapporto profondo con la scrittura e che ha portato a un lavoro che non si limita al semplice intrattenimento.
Un approccio alla musica che va oltre la forma
Madame ha sottolineato come le idee non nascono esclusivamente dal pensiero, ma da un posto diverso, un luogo interiore che non si può controllare. Per lei, la scrittura è un’arma potente, una formula magica che permette di esprimere emozioni e pensieri in modo profondo. «Non mi posso neanche prendere questo merito perché non sono la prima ad averlo fatto», ha detto, citando artisti come Marra, Izi e Rkomi, che hanno già aperto la strada a un approccio più consapevole e letterario. «Io ho soltanto colto la palla al balzo nel momento giusto e ho capito che potevo farla anch’io questa cosa qui, cioè scrivere qualcosa di potente anche a livello culturale, a livello letterario».
La pressione del successo e la ricerca di verità
Il successo, per Madame, non è solo un risultato, ma un’esperienza che la ha sconvolta. «Dato che è la prima volta che viviamo la vita, non siamo mai pronti a niente, quindi sì, fa parte del disincanto anche questo, cioè sapere che è la prima volta che viviamo», ha detto. Per la composizione del disco, ha scelto di prendersi più tempo, in barba alle pressioni della discografia odierna. «Ci sono volte in cui per costruire qualcosa hai già tutti gli strumenti, quindi non ti serve tanto tempo per raccoglierli, ci sono invece delle volte in cui non hai niente in mano e quindi devi andare a cercartelo», ha spiegato.
Madame ha anche parlato del rapporto tra musica e verità, sottolineando come per lei la verità è un’ossessione. «La verità per me è abbastanza un’ossessione, perché è un po’ come un orizzonte che non si raggiunge mai, che però ti aiuta ad alzarti la mattina», ha detto. Tuttavia, ha riconosciuto che il meccanismo della musica è disincantante, non solo per la discografia, ma per il mondo in generale. «È un mondo come tutti gli altri, fatto di persone buone e incorruttibili e di persone invece più inclini a mettere i bastoni tra le ruote, o persone magari più invidiose, magari persone che si concentrano molto sulla forma invece che sul contenuto», ha osservato.
Un disco pieno di domande e di possibilità
Il disco Disincanto è pieno di domande, talvolta tormentate, ma non si limita a porle. «La risposta che ho trovato è che non c’è una risposta, ma ce ne sono infinite», ha detto Madame. Per lei, è importante cercare le domande giuste da farsi, piuttosto che darsi una risposta e accontentarsi di una visione ridotta del mondo. «Secondo me bisogna cercare di far stare nel nostro cervello e nel nostro cuore una molteplicità di risposte, non c’è una sola risposta a tutto», ha spiegato.
Madame ha anche parlato del rapporto tra musica e responsabilità, riconoscendo che, sebbene non si senta una grande responsabilità, è importante comunicare in modo che il pubblico comprenda e che il lavoro sia utile. «Per scrivere Rosso come il fango, mi sono bloccata per tre settimane, perché avevo questa immagine fissa in testa di questo palchetto, tipo teatrino, dove davanti a me c’erano seduti i miei familiari e gli amici di Vicenza», ha raccontato. «Io non sapevo cosa dire a queste venti persone, perché abbiamo vite molto diverse, perché loro mi reputano, giustamente, una baciata dal Signore. Io ho avuto un blocco abbastanza incredibile e poi è nata Rosso come il fango, una canzone in cui io spiego esattamente questo tipo di sentimento legato all’essere in difficoltà, non capire cosa dire a una persona che ha una vita diversa dalla mia, a livello anche sociale».



