La morte dell’architetto Josep Juanpere, avvenuta il 26 dicembre 2025 nella sua casa di Baqueira, ha portato a un’indagine che, dopo nove mesi, ha visto l’arresto della sua compagna e il ricovero in coma del nipote che ha trovato il suo corpo. L’architetto, 72 anni, aveva iniziato a sentirsi male il 24 dicembre e si era recato all’ospedale di Vielha, dove era rimasto in osservazione per alcune ore. Tuttavia, il decesso fu inizialmente considerato naturale, con la prima autopsia che non rilevò segni di violenza. Le circostanze del decesso, però, hanno spinto a aprire un’indagine che, mesi dopo, ha portato all’arresto della compagna e al coinvolgimento del figlio Jonathan Andic, arrestato nel maggio 2026 per il suo presunto legame con la morte del padre.
Indagine e arresto della compagna
La polizia catalana ha arrestato la compagna di Juanpere, una donna di circa 63 anni, dopo nove mesi di indagini. La donna, proveniente da una famiglia con radici nel settore immobiliare e alberghiero, è stata accusata di presunto coinvolgimento nella morte dell’architetto. Gli inquirenti hanno effettuato perquisizioni e ulteriori accertamenti, mentre l’arrestata è in attesa di comparire davanti al tribunale che conduce il caso. La sua testimonianza è particolarmente rilevante per gli inquirenti, poiché è stata tra le prime persone a entrare nell’abitazione dopo la morte di Juanpere e ha potuto osservare direttamente le condizioni dell’appartamento e delle persone presenti.
La sua testimonianza è particolarmente rilevante per gli inquirenti, poiché è stata tra le prime persone a entrare nell’abitazione dopo la morte di Juanpere e ha potuto osservare direttamente le condizioni dell’appartamento e delle persone presenti. La sua testimonianza potrebbe fornire informazioni chiave per ricostruire le circostanze del decesso. Gli inquirenti ritengono che esistano elementi sufficienti per ipotizzare una possibile morte di natura criminale e per arrestare la persona che accompagnava l’architetto in quei giorni.
Ricovero in coma del nipote
Il nipote di Juanpere, considerato un testimone chiave, è ricoverato in coma da settimane in una clinica privata per una patologia polmonare. L’uomo, che ha trovato il corpo dell’architetto, è stato il primo a entrare nell’abitazione dopo la morte e ha potuto osservare le condizioni dell’appartamento e delle persone presenti. La sua testimonianza è fondamentale per ricostruire le circostanze in cui è stato trovato Juanpere senza vita. La sua condizione di salute rimane un elemento cruciale per gli inquirenti.
Le indagini hanno rivelato che, nonostante la prima autopsia avesse indicato un decesso per cause naturali, le circostanze del decesso hanno spinto a proseguire le indagini. Il procedimento resta coperto dal segreto istruttorio, per cui sono trapelate pochissime informazioni sulle prove raccolte e sugli elementi che gli inquirenti ritengono rilevanti per chiarire il decesso. La morte di Juanpere ha suscitato preoccupazione e attenzione, non solo per la sua importanza professionale, ma anche per il legame con altre figure pubbliche, come Isak Andic, fondatore di Mango, il cui decesso è finito anch’esso sotto inchiesta giudiziaria.
La sua carriera, cofondatrice di GCA Architects, ha lasciato un segno significativo nel mondo dell’architettura e del design. La sua morte, inizialmente considerata naturale, ha aperto un’indagine che, dopo nove mesi, ha portato a nuove accuse e a un’attenzione pubblica crescente sul caso.



