Un museo che celebra la narrazione visiva
Il Lucas Museum of Narrative Art, situato a Los Angeles, è finalmente aperto dopo anni di pianificazione e spostamenti. Progettato dall’architetto Ma Yansong, l’edificio si estende su una superficie di 300mila piedi quadrati e comprende un campus di cinque ettari. Il museo, che ha visto l’investimento di oltre un miliardo di dollari da parte di George Lucas e Mellody Hobson, è un omaggio alla narrazione visiva e alla sua capacità di unire persone attraverso storie condivise. «All’inizio, soprattutto per alcune migliaia di anni, l’unico modo per raccontare una storia era attraverso le immagini», ha detto Lucas durante un’anteprima per la stampa. Il museo è un’esperienza unica, in cui la narrativa si fonde con l’arte e la fantasia.
Una collezione unica e un’esperienza immersiva
All’interno del museo, si può ammirare una collezione di circa 1.300 reperti, tra cui opere di grandi maestri e momenti storici immortalati su pellicola. Tra le opere esposte, spiccano i ritratti di Louis Armstrong, la copertina di Abbey Road di Ian MacMillan e il famoso saluto a pugno chiuso di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi del 1968. Inoltre, sono presenti figure in cera dei personaggi principali di Star Wars, tra cui Luke Skywalker e Darth Vader, e sette veicoli a grandezza naturale apparsi nei film, tra cui il landspeeder del primo film.
La scelta di opere è diversificata e mira a rappresentare la narrazione visiva in tutte le sue forme. La terrazza all’aperto offre una vista panoramica mozzafiato sullo skyline di Los Angeles, compresa l’insegna di Hollywood. Lo spazio ondulato si dispiega come un labirinto in cui è facile perdersi per ore, apparentemente di proposito, mentre si vaga tra l’impressionante collezione. E sebbene il filo conduttore sia la «narrazione visiva», può sembrare che non ci sia alcuna logica curatoriale in ciò che è esposto.
Girando un angolo, ti accoglie un Leone codardo a grandezza naturale tratto dal Mago di Oz; girandone un altro, ecco uno splendido autoritratto di Frida Kahlo del 1940 e, altrove, una sua foto scattata nel 1931. Una collezione di Banksy è esposta vicino a un golf cart armato di siluri e pistole che sembra prendere in giro Trump, con tanto di secchiello di pollo fritto del KFC e un hamburger appoggiati sul sedile.
Il museo ospita anche due teatri e una biblioteca, e permette di scoprire opere d’arte anche al di fuori delle mura del museo, grazie ai vasti giardini progettati da Mia Lehrer. Tra le statue in bronzo esposte, si può incontrare la principessa Leia mentre strangola Jabba the Hutt con una catena. Il museo non si limita a mostrare opere, ma invita a riflettere sulla potenza della narrazione visiva. Il «tempio dell’arte del popolo», come Lucas ha definito il museo che porta il suo nome, rappresenta un’importante testimonianza della capacità delle storie, attraverso le immagini, di unire persone e creare un sistema di credenze comune. Il museo è un’esperienza unica, in cui la narrativa si fonde con l’arte e la fantasia, offrendo un’immersione totale nel mondo della narrazione visiva.



