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giovedì 24 Settembre 2026

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Cronaca nera

Operaio di 51 anni trovato morto nel vano ascensore di un cantiere a Padova

Operaio di 51 anni trovato senza vita nel vano ascensore di un cantiere a Padova dopo un allarme lanciato dai familiari.

Operaio di 51 anni trovato morto nel vano ascensore di un cantiere a Padova

Un operaio di 51 anni, titolare di una ditta del Vicentino specializzata in lavori di muratura, è stato trovato senza vita nel vano ascensore di un edificio in ristrutturazione a Padova. L’incidente è avvenuto nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, quando i familiari, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, hanno lanciato l’allarme. I poliziotti delle Volanti della Questura di Padova sono intervenuti e, grazie al suono del cellulare dell’uomo, hanno localizzato il corpo nel vano dell’ascensore. L’uomo, di origini albanesi, era residente nel Vicentino e aveva lasciato il furgone parcheggiato vicino al cantiere con il cassone aperto.

Le indagini per ricostruire l’incidente

I poliziotti hanno fatto squillare il telefono dell’operaio per seguire il suono fino al vano ascensore, dove hanno trovato il corpo senza vita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, mentre la polizia scientifica ha effettuato i rilievi per ricostruire l’episodio. Gli accertamenti sono ancora in corso e non è chiaro quando e perché l’uomo sia precipitato nel vano. Non è stato reso noto se al momento della caduta fossero presenti altre persone. La certezza, per ora, è data dal furgone rimasto fuori dal palazzo e dal cellulare che continuava a squillare nel cantiere vuoto.

La tragedia ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati

La morte dell’operaio ha suscitato reazioni da parte dei sindacati, che hanno espresso il loro disappunto per l’incidente. «Padova si è macchiata ancora una volta del sangue di un morto sul lavoro», ha commentato il segretario della Cisl di Padova Rovigo, Samuel Scavazzin. «Le dinamiche che hanno caratterizzato l’infortunio di questa notte devono essere di monito per un’azione più incisiva sul rispetto delle norme di sicurezza, come l’uso dei dispositivi di protezione, soprattutto in un comparto come l’edilizia dove si registra un’impennata negli infortuni più gravi».

La sicurezza deve essere al centro del lavoro

Scavazzin ha sottolineato l’importanza della formazione, della prevenzione e dei controlli per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori. «La sicurezza deve essere al centro del lavoro e nulla può essere sottovalutato. Anche lavorare da soli aumenta il pericolo. Dietro la morte di ogni lavoratore c’è una famiglia che aspetta e il pensiero delle ore di angoscia vissute dai familiari dell’operaio scomparso questa notte ci spinge a impegnarci ancora di più sulla formazione, la prevenzione, i controlli e tutte le misure che come sindacato abbiamo definito per garantire maggiore sicurezza per tutti».

Il segretario della Filca Cisl Padova Rovigo, Rosolino Coniglio, ha espresso il suo appoggio al commento di Scavazzin, sottolineando che «è giusto attendere gli esiti degli accertamenti senza formulare conclusioni anticipate. Ma ogni morte che avviene in un cantiere ci richiama a una responsabilità precisa: sulla sicurezza non possono esistere scorciatoie». Coniglio ha ricordato che «prevenzione, formazione, corretta organizzazione del lavoro, protezione delle aree di rischio e rispetto delle procedure devono essere parte integrante di ogni attività, ogni giorno e in ogni cantiere».

La morte dell’operaio ha lasciato un segno profondo sui familiari e sul cantiere, dove le indagini proseguono per chiarire i dettagli dell’incidente. L’episodio rappresenta un caso drammatico che mette in luce i rischi del lavoro in contesti di costruzione e la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza. Il ritrovamento del corpo, grazie al cellulare, ha permesso di concludere le ricerche, ma non ha risolto le domande su come e perché l’uomo sia precipitato nel vano ascensore.

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