Entro fine mese, Palazzo Chigi invierà a Bruxelles la richiesta di pagamento della decima e ultima rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dopo che la cabina di regia ha verificato il raggiungimento di tutti i 156 obiettivi necessari per accedere all’ultima tranche di pagamento da 28,4 miliardi. Il responsabile del governo Meloni in materia, Tommaso Foti, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando che «tutti i target risultano raggiunti». L’Italia, dopo anni di lavoro e investimenti, si appresta a concludere il programma europeo con un pagamento che rappresenta un traguardo significativo per il Paese.
Investimenti nella sanità un fiore all’occhiello
Tommaso Foti ha sottolineato che tra i risultati più importanti del Pnrr, gli investimenti nella sanità occupano un posto di rilievo. Il piano, nato come risposta europea alla tragedia del Covid, ha visto il potenziamento del sistema sanitario come una delle finalità principali. Foti ha ricordato i 6 mila posti di terapia intensiva e sub-intensiva realizzati sul territorio nazionale, le Case e gli Ospedali di comunità, i nuovi macchinari diagnostici e le oltre 560 mila persone assistite attraverso la telemedicina. «Sono risultati che lasceranno un segno concreto», ha affermato il ministro. Il Pnrr ha introdotto una logica di lavoro per obiettivi, con scadenze semestrali e verifiche puntuali dei risultati. Questo modello ha coinvolto amministrazioni centrali, enti locali, strutture tecniche, prefetti e imprese. Foti ha spiegato che questa capacità di lavorare con obiettivi chiari e tempi definiti rappresenta uno degli insegnamenti più importanti del piano.
Un metodo di lavoro per raggiungere traguardi
Foti ha spiegato che il Pnrr non è visto come un’eredità, ma come un metodo di lavoro. «Il Pnrr ha introdotto una logica di lavoro per obiettivi, con scadenze semestrali e verifiche puntuali dei risultati. È un modello che ha coinvolto amministrazioni centrali, enti locali, strutture tecniche, prefetti e imprese», ha detto. Secondo Foti, questa capacità di lavorare con obiettivi chiari e tempi definiti rappresenta uno degli insegnamenti più importanti del piano.
Il ministro ha anche ricordato che, all’inizio del mandato, il quadro era già definito e l’alternativa sarebbe stata rinunciare a una parte delle risorse disponibili e far dire alla sinistra che il governo Meloni non era in grado di concludere il Pnrr. «L’alternativa sarebbe stata rinunciare a una parte delle risorse disponibili e far dire alla sinistra che il governo Meloni non era in grado di concludere il Pnrr», ha spiegato Foti. Il giudizio andrà dato sulla base degli investimenti realizzati e dei loro effetti strutturali nel tempo.
Con il raggiungimento di tutti i target, l’Italia si appresta a richiedere anche la decima e ultima rata del Pnrr all’Europa, con buona pace di chi credeva che questo risultato non sarebbe mai arrivato. La spesa certificata ammonta a 133 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 20 miliardi di strumenti finanziari già attivati. Questo traguardo rappresenta un momento significativo per il Paese e per la sua capacità di gestire grandi progetti con tempi e obiettivi chiari.



