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giovedì 24 Settembre 2026

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Cronaca

Rischio stop al depuratore di Verolanuova: 60 posti di lavoro in bilico

Rischio di interruzione del depuratore a Verolanuova, 60 posti di lavoro in pericolo.

Il caseificio Ca.Bre. di Verolanuova, in provincia di Brescia, si trova in una situazione di tensione dopo l’interruzione del ritiro dei reflui provenienti dagli allevamenti. L’azienda ha segnalato che un nuovo blocco potrebbe fermare l’attività e mettere in difficoltà circa 30 produttori. La cooperativa ha già informato le rappresentanze sindacali e ha espresso la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in caso di mancata soluzione. L’ultimo intervento dell’ufficiale giudiziario risale al 18 settembre, quando è stato disposto un nuovo accesso all’impianto di depurazione.

Analisi dei reflui e rischi per l’impianto

Secondo Ca.Bre., i reflui conferiti dagli allevamenti non sono idonei e potrebbero compromettere il processo di depurazione. Le analisi effettuate a marzo 2025 hanno evidenziato elevate quantità di azoto ammoniacale e la presenza di sostanze tensioattive, che l’azienda ritiene estranee ai normali liquami zootecnici. La consulenza tecnica ha confermato che i reflui non erano coerenti con il normale refluo suinicolo e potevano interferire con il trattamento. La cooperativa ha segnalato la situazione agli enti competenti, tra cui Comuni, Ats di Brescia, Provincia e Arpa.

Un’esperienza lunga anni e un rischio concreto

La vicenda ha radici lontane: Ca.Bre. ha mantenuto nel tempo l’attività di depurazione dei reflui degli allevamenti collegati alla propria storia produttiva. Nel 2000, dopo la cessione degli allevamenti, la cooperativa ha continuato a gestire il trattamento dei reflui. Le difficoltà sono iniziate dopo il passaggio degli allevamenti agli attuali proprietari nel 2016. Un episodio particolarmente delicato risale al 2020, quando il depuratore ha collassato e lo scarico nel fiume Strone è risultato non conforme. L’impianto è rimasto fermo per tre settimane, e il caseificio ha dovuto ricorrere alle autocisterne per proseguire l’attività.

La situazione è tornata critica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, quando Ca.Bre. ha interrotto il ritiro dei reflui. La vicenda è approdata in sede giudiziaria, con un reclamo presentato dalla controparte contro la decisione del giudice. La vicenda è arrivata davanti a un collegio di tre giudici, che ha imposto alla cooperativa di ricevere i liquami. La cooperativa teme un nuovo blocco del depuratore, con possibili conseguenze sull’attività del caseificio e sul lavoro dei dipendenti. Il rischio di interruzione del depuratore potrebbe mettere in pericolo circa 60 posti di lavoro e rendere difficoltoso il conferimento del latte da parte di circa 30 aziende. La situazione rimane in bilico, con la cooperativa che attende una soluzione per evitare ulteriori danni all’attività e al settore zootecnico locale.

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