Una donna di 40 anni, alla settima settimana di gravidanza, è stata salvata insieme alla sua bimba a Roma grazie a un intervento chirurgico complesso effettuato al Policlinico Gemelli. La paziente, che aveva difficoltà a camminare, cadute e formicolii, si era rivolta al Pronto Soccorso della Fondazione Policlinico Gemelli nel febbraio 2026. La diagnosi di un tumore spinale raro, che comprimeva il midollo osseo, ha richiesto una decisione rapida e precisa per salvare entrambi i pazienti.
Intervento chirurgico su madre e feto in utero
La situazione era delicata: la donna aveva un tumore spinale che poteva causare danni neurologici gravi se non trattato tempestivamente. Tuttavia, la gravidanza a sette mesi non permetteva un parto anticipato, poiché avrebbe esposto la bimba al rischio di complicazioni dovute alla prematurità. I medici hanno quindi optato per un intervento chirurgico su madre e feto in utero, una scelta rara ma necessaria.
Un letto operatorio appositamente modificato ha permesso ai medici di monitorare costantemente la stabilità emodinamica del bambino durante l’intervento. La gestione anestesiologica ha garantito condizioni di benessere ottimale per la bimba, minimizzando i rischi. La scelta di procedere ad un intervento chirurgico maggiore sulla madre con feto in utero e di differire il parto non è così comune.
Collaborazione tra team multidisciplinari
L’operazione è stata condotta dall’équipe neurochirurgica guidata da Filippo Maria Polli, in collaborazione con il team anestesiologico di Marco Rossi. Il caso è stato discusso nello Spine Tumor Board, un incontro multidisciplinare che ha coinvolto il professor Tullio Ghi, il professor Marco Rossi e il dottor Filippo Maria Polli. La decisione di procedere all’intervento è stata supportata da una valutazione completa del rischio per la madre e il feto. La paziente è stata sottoposta a una risonanza magnetica del rachide dorsale, che ha rivelato la presenza del tumore. L’esame istologico ha confermato che il tumore era benigno, un angiolipoma, un tipo raro di formazione che si sviluppa all’interno del canale vertebrale. La compressione midollare richiede un intervento tempestivo.
Dopo l’intervento, la paziente ha mostrato una rapida regressione dei deficit neurologici e è stata dimessa in tempi brevi. Il parto è avvenuto a termine senza complicazioni, e entrambi i pazienti stanno bene a distanza di 7 mesi. I controlli radiologici confermano il buon esito delle cure. La collaborazione tra team multidisciplinari ha permesso di garantire la salute della donna e del suo bambino, anche in una situazione estremamente complessa. “Grazie al lavoro sinergico dei team multidisciplinari che coinvolgono le eccellenze del nostro Policlinico, abbiamo potuto assicurare le migliori cure alla paziente e al suo bambino”, commentano i medici del Gemelli. La storia rappresenta un esempio di buona sanità e di interventi chirurgici innovativi in situazioni critiche.



