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venerdì 25 Settembre 2026

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Adolescenti fragili, Cagliari lancia un messaggio: le famiglie non possono essere lasciate sole

Convegno a Cagliari su fragilità adolescenziali: famiglie non devono essere sole.

Un messaggio chiaro è arrivato da Cagliari: le famiglie non possono essere lasciate sole nel confronto con le fragilità degli adolescenti. Il convegno promosso dall’Associazione Epoché, ospitato il 23 settembre dalla Fondazione di Sardegna, ha visto la partecipazione di istituzioni, servizi sociali, scuola e professionisti, tutti chiamati a riflettere su come costruire una rete di supporto capace di accompagnare ragazzi e famiglie prima che il disagio diventi emergenza. La partecipazione al convegno, intitolato “Adolescenti fragili: la solitudine delle famiglie”, è stata molto elevata, con un confronto che ha messo attorno allo stesso tavolo competenze e esperienze diverse.

Un tema sentito e una rete da costruire

La fragilità degli adolescenti non è più una questione privata, ma un problema che riguarda tutta la comunità. Come ha sottolineato Caterina Deidda, presidente dell’Associazione Epoché, “non possiamo continuare a dare risposte vecchie a bisogni nuovi”. L’educazione deve tornare a essere una responsabilità collettiva, e i servizi, la scuola e le istituzioni devono agire insieme per accompagnare i ragazzi e le loro famiglie in modo preventivo. La rete non può dipendere soltanto dalla sensibilità e dalla buona volontà dei singoli operatori, ma deve diventare un sistema capace di mettere in comunicazione competenze e professionalità. Non possiamo chiedere alle famiglie di trovare da sole la strada tra servizi, competenze e istituzioni proprio quando sono più fragili. Questo è stato uno dei messaggi chiave del convegno, ribadito da Caterina Deidda. La necessità di una programmazione capace di mettere in comunicazione servizi e professionalità è emersa chiaramente durante il dibattito, con l’ausilio di relatori provenienti da diversi settori.

Un caso concreto e una richiesta di intervento precoce

Un caso concreto ha reso il tema ancora più urgente: Martina Marras ha presentato la storia di Federica, una ragazza di 17 anni che, dopo un grave trauma, ha dovuto affrontare diversi problemi in famiglia e a scuola. Dopo diversi episodi critici, ha accettato l’inserimento in una comunità terapeutica per affrontare i suoi mostri interni, le sue paure e le sue fragilità. Questo caso ha messo in luce l’importanza di un intervento precoce, prima che il disagio si trasformi in sofferenza profonda.

Le istituzioni hanno dimostrato attenzione al tema, con l’intervento di Micaela Morelli, vicepresidente della Fondazione di Sardegna; Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore alla Programmazione e al Bilancio; Giulia Andreozzi, assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Cagliari; e Rosanna Mura, difensora civica regionale. I relatori hanno sottolineato la necessità di una programmazione capace di mettere in comunicazione servizi e professionalità, e di accompagnare ragazzi e famiglie prima che le situazioni raggiungano livelli di forte criticità.

Occorre investire nella prevenzione e costruire una rete che non esista soltanto sulla carta o grazie alla disponibilità del singolo professionista. Questo è stato uno dei principali appelli lanciati durante il convegno, con l’ausilio di esperti e professionisti che hanno sottolineato l’importanza di un sistema integrato e reattivo. La grande partecipazione in sala e attraverso la diretta streaming conferma quanto il tema sia sentito e quanto siano necessari spazi pubblici nei quali famiglie, professionisti e istituzioni possano incontrarsi.

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