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venerdì 25 Settembre 2026

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Un bar queer del Massachusetts diventa simbolo di dibattito su inclusione e responsabilità

Un bar queer del Massachusetts diventa simbolo di dibattito su inclusione e responsabilità, dopo una decisione controversa sulle mascherine.

Un bar queer del Massachusetts, il Last Ditch di Greenfield, ha suscitato un dibattito nazionale dopo aver rimosso, parzialmente, l’obbligo di indossare le mascherine. La decisione, annunciata in un post su una piattaforma sociale, ha suscitato reazioni contrastanti, con commentatori di destra che la hanno interpretata come un esempio di estremismo progressista. Il caso è stato raccontato dal Boston Globe e ha attirato l’attenzione di giornali e commentatori, che hanno visto in essa una sintesi delle derive dell’approccio “woke”.

Un’esperienza di inclusione e accessibilità

Il Last Ditch, aperto nel 2025, è stato concepito come uno spazio accessibile a tutti, soprattutto a persone queer, donne lesbiche e senza casa. Per garantire la sicurezza, i gestori avevano introdotto l’obbligo di indossare le mascherine, disponendole gratuitamente. L’obiettivo era di rendere il locale un rifugio per chi non si sentiva al sicuro in altri contesti. La politica era parte dell’identità del locale, che si proponeva come un luogo di accoglienza e inclusione.

La decisione di introdurre una deroga alla regola, permettendo di non indossare le mascherine il sabato, è stata motivata da ragioni economiche. Jackie Matellian, una delle gestori del locale, aveva deciso di farlo per attirare una maggiore clientela e aumentare gli incassi. La decisione, però, ha suscitato reazioni forti da parte dei frequentatori abituali, alcuni dei quali hanno commentato in modo aggressivo, accusando il locale di abbandonare le persone che aveva promesso di proteggere.

La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che la vedono come un abbandono delle promesse di inclusione.

Un dibattito acceso e una reazione di protesta

Il locale ha risposto con un secondo post, spiegando la sua decisione e invitando i frequentatori a incontrarsi per discutere la questione. L’incontro, durato circa tre ore, è diventato un dibattito acceso, con partecipanti che hanno espresso preoccupazioni e accuse. Soe Noire, un artista nero che si è esibito nel locale, ha accusato Matellian di razzismo, affermando di non sentirsi più al sicuro. La reazione dei frequentatori è stata forte, con alcuni che hanno condiviso la storia scrivendo «non può essere vero» o «questo è uno dei migliori articoli che io abbia mai letto». Molti dei commentatori che hanno condiviso la storia avevano bio su X che indicavano appartenenza al Partito repubblicano degli Stati Uniti.

La storia è diventata virale, con commentatori di destra che la vedono come un esempio di estremismo progressista.

Il caso è stato amplificato soprattutto da commentatori e giornali di destra. L’autrice Katie Herzog ha scritto un articolo su questa storia per la newsletter The Free Press, sostenendo che il caso rappresenti un fenomeno più ampio: il fallimento del modo di lavorare delle attività che nascono da ideali progressisti, che cercano di soddisfare le esigenze di tutti ma perdono la capacità di assumersi responsabilità e prendere decisioni. Secondo Arwa Mahdawi, editorialista del Guardian, la notizia rientra nel genere delle «lotte interne di sinistra moderatamente ridicole», trasformate in parabole da giornali centristi o di destra per dimostrare l’incapacità dei progressisti. Il Boston Globe ha registrato un incremento di mille abbonamenti in un giorno grazie all’articolo su Last Ditch, il miglior risultato per un articolo nel 2026.

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