Un cadavere fatto a pezzi è stato trovato nell’appartamento di una professoressa a Torino, nell’ambito di un’indagine in corso per omicidio. La scoperta è avvenuta giovedì sera, intorno alle 23, quando gli investigatori della Squadra Mobile della questura di Torino hanno effettuato un controllo nell’abitazione di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria. Il corpo, ancora da identificare, era stato diviso in parti e riposto in due sacchi. Gli accertamenti sono coordinati dalla pm Lea Lamonaca, che sta ricostruendo i fatti, cercando l’identità della vittima e i rapporti con le persone che frequentavano l’appartamento.
Un via vai di persone nell’appartamento
La professoressa, originaria di Rieti, abita nell’appartamento da poco tempo. Secondo quanto riferito da alcuni condomini, nell’alloggio c’era un frequente via vai di persone, sia durante il giorno che la sera. “Abito qui da poco, non la conosco bene, c’era sempre un via vai di gente, di giorno e di sera”, ha raccontato un vicino. Un altro condomino ha spiegato di aver visto la donna spesso con un cagnolino, accompagnata da persone diverse. “La conosco di vista – ha aggiunto – la vedevo spesso con un cagnolino e accompagnata da gente diversa, amici e amiche che andavano su e giù con lei”. Le frequentazioni dell’abitazione sono al centro delle indagini, che cercano di ricostruire la sequenza dei fatti e chiarire i rapporti con la vittima.
La madre di un giovane ha chiamato il 112 riferendo che il figlio aveva fatto qualcosa di grave. Secondo quanto riportato, la donna avrebbe detto: “Mio figlio ha fatto del male a qualcuno”. Il giovane avrebbe confessato: “Abbiamo fatto tanto male a un uomo in un alloggio di via Gulli”. Gli investigatori hanno quindi effettuato una perquisizione anche nell’alloggio del giovane, a Mirafiori, nella parte opposta della città. Altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di essere coinvolte nella vicenda sono stati sottoposti a perquisizione. Al momento non risultano persone sottoposte a fermo.
Indagini in corso per chiarire i fatti
Resta da chiarire dove sia avvenuto il delitto: gli investigatori devono ancora stabilire se l’uomo sia stato ucciso nell’appartamento di via Gulli oppure se il cadavere sia stato portato nell’alloggio in un secondo momento. Sono in corso verifiche per ricostruire la sequenza degli eventi e individuare eventuali responsabilità. Due coltelli sono stati sequestrati nell’appartamento, ma non è chiaro se siano legati al delitto. L’indagine proseguirà per chiarire i dettagli di questa tragica vicenda.
La vittima, ancora da identificare, non risultava residente nell’alloggio. Gli accertamenti sono concentrati sulla ricostruzione di quanto accaduto, sull’identità dell’uomo ucciso e sui rapporti tra la vittima e le persone che frequentavano l’appartamento. Gli investigatori stanno ascoltando diverse persone che frequentavano l’appartamento per ricostruire la sequenza dei fatti e chiarire i rapporti con la vittima. La situazione rimane in fase di indagine e non è ancora chiaro chi possa essere responsabile del crimine.



