La guardia di finanza di Livorno, in collaborazione con il comando di Livorno e sotto il coordinamento della procura, ha confiscato un patrimonio immobiliare e finanziario del valore di circa 13 milioni di euro a Michelangelo Fedele, 81 anni, attualmente agli arresti domiciliari. L’operazione, condotta con il supporto della guardia di finanza di Firenze, ha portato al sequestro di beni situati in diverse zone della provincia di Livorno, tra cui Cecina, Campiglia Marittima e Castagneto Carducci, nonché a disponibilità finanziarie depositate in conti correnti in Liechtenstein. L’81enne è originario di Rizziconi (Reggio Calabria) e vive da decenni a Castagneto Carducci.
Un patrimonio accumulato in anni di attività illecita
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il patrimonio confiscato è frutto di un’attività ritenuta illecita che si estende tra il 1974 e il 2017. L’uomo è considerato “socialmente pericoloso” a causa del suo lungo storico di condanne e denunce per reati come usura, ricettazione, estorsione, sequestro di persona e detenzione abusiva d’armi. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire flussi economici e disponibilità finanziarie, individuando somme riconducibili a fenomeni di evasione fiscale e violazioni della normativa antiriciclaggio.
La confisca arriva dopo tre precedenti sequestri della Finanza. Il primo, nel febbraio 2023, ha riguardato beni per 11 milioni di euro; il secondo, nel settembre dello stesso anno, ha interessato case, garage e fondi per altri 500mila euro. L’ultimo, nel febbraio 2026, ha riguardato beni per 700mila euro, sottoposti a sequestro e successivamente confiscati in Liechtenstein. In aggiunta, attraverso una procedura di cooperazione internazionale svolta con il supporto di Eurojust, è stato possibile ricondurre a Fedele disponibilità finanziarie per circa 6 milioni di euro, di cui oltre 5,3 milioni depositati in conti correnti in Liechtenstein.
Un caso che mette in luce la lotta alla criminalità economica
La Guardia di finanza ha sottolineato che la misura di prevenzione si basa su tre elementi principali: il profilo soggettivo di Fedele, la correlazione temporale tra la sua pericolosità sociale e l’acquisizione dei beni, e la sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati. Solo il patrimonio immobiliare, ammontante a sette milioni di euro, è stato oggetto di sequestro e successiva confisca. La confisca costituisce un puntuale riscontro rispetto ai precedenti sequestri. L’attività di servizio testimonia la cifra identitaria della Finanza, volta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalla criminalità economico-finanziaria, sia in Italia che all’estero. L’81enne è gravato dal 1967 da plurime denunce e condanne per vari reati.
La confisca di oggi arriva al termine di un percorso giudiziario avviato con tre precedenti sequestri della Finanza nei confronti di Fedele. L’ultimo, nel febbraio 2026, ha riguardato beni per 700mila euro, sottoposti a sequestro e successivamente confiscati in Liechtenstein. In aggiunta, attraverso una procedura di cooperazione internazionale svolta con il supporto di Eurojust, è stato possibile ricondurre a Fedele disponibilità finanziarie per circa 6 milioni di euro, di cui oltre 5,3 milioni depositati in conti correnti in Liechtenstein.



