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venerdì 25 Settembre 2026

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Economia

Crescita del credito del 2% nel Tessile e Abbigliamento, ma tassi di default salgono al 4,8%

Crescita del credito nel settore Tessile e Abbigliamento, ma tassi di default aumentano al 4,8%.

Il settore Tessile e Abbigliamento italiano ha visto un incremento del 2% nel credito erogato alle imprese tra aprile 2025 e marzo 2026, pur rimanendo inferiore alla media nazionale (+7,1%). Tuttavia, i tassi di default delle Società di Capitali del settore sono saliti al 4,8% a dicembre 2025, un aumento significativo rispetto al 3,3% di dicembre 2023 e superiore alla media nazionale. La crisi del comparto si fa sentire, con fragilità strutturali consolidate e un contesto di mercato complesso che mette a rischio la competitività delle imprese.

Un settore in difficoltà da anni

Le aziende del Tessile e Abbigliamento continuano a confrontarsi con un contesto di mercato particolarmente complesso, segnato da una debolezza della domanda sia interna che internazionale, dall’aumento dei costi di produzione e da una crescente pressione competitiva esercitata soprattutto dai produttori asiatici. La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie ha ulteriormente comprimuto la domanda della fascia media dei consumatori, contribuendo a ridefinire gli equilibri del mercato e a rendere sempre più necessario per le imprese ripensare le proprie strategie competitive.

Le performance di bilancio peggiorano

I bilanci 2024 delle aziende del settore confermano un peggioramento delle metriche creditizie, in continuità con le dinamiche già osservate nell’anno precedente. La leva finanziaria è salita da 3,0x a 3,2x, attestandosi su livelli superiori alla mediana nazionale (2,9x). L’indice di liquidità è sceso dal 90% all’80%, rimanendo significativamente inferiore al valore mediano nazionale (130%), mentre la copertura degli interessi si è ridotta da 8x a 7x, a fronte di una mediana nazionale pari a 12x. Il settore è rappresentato in Italia da circa 70.000 imprese, distribuite per il 58% nel micro-settore dell’Abbigliamento, il 23% in Pelli, cuoio e calzature e il restante 19% in Tessitura e prodotti tessili.

Il micro-settore Pelli, cuoio e calzature evidenzia un profilo di rischio elevato. All’estremo opposto si colloca il micro-settore Pelli, cuoio e calzature, che evidenzia il profilo di rischio più elevato, con una leva finanziaria di circa 3,4x, un indice di liquidità del 78% e una copertura degli interessi pari a circa 6x. Il tasso di default di questo segmento è salito dal 3,8% di dicembre 2023 al 6,1% di dicembre 2025, attestandosi come il più elevato nel settore.

La crisi del comparto risulta evidente anche dal mancato riorientamento della domanda. La crisi del comparto risulta evidente anche dal fatto che la chiusura o il ridimensionamento di numerose imprese non si è tradotto in una redistribuzione della domanda all’interno della filiera, segnalando una debolezza diffusa del mercato. Nonostante il settore continui a distinguersi per qualità, specializzazione e know-how, il progressivo indebolimento della filiera potrebbe incidere sulla sua competitività nel medio-lungo periodo. Le prospettive per i prossimi mesi vedono un ulteriore aumento dei tassi di default entro la fine dell’anno, con una crescita attesa più marcata rispetto a quella stimata per il complesso delle imprese italiane. Il settore, nonostante la sua tradizione e specializzazione, si trova a dover affrontare sfide sempre più complesse, con tensioni geopolitiche e rallentamenti in mercati chiave come la Cina che impattano negativamente sulle vendite internazionali dei produttori italiani.

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