Flavia Salvatierra, 35 anni e ingegnera agronoma, ha scelto di tornare al Trentino dopo un viaggio di quasi un secolo. I suoi bisnonni, Nello Diener e Tullia Ronz, lasciarono il paese di Terragnolo negli anni Trenta per rifugiarsi in Argentina, dove costruirono una nuova vita. Ora, quasi un secolo dopo, Flavia ha fatto il percorso inverso, tornando in Trentino per ripartire da zero, questa volta con un progetto innovativo: il pollaio mobile. L’idea nasce da un’esperienza in Argentina, dove ha sviluppato competenze nell’allevamento e nella gestione di galline ovaiole, e si unisce a una passione per l’agricoltura sostenibile e la rigenerazione del suolo.
Un ritorno alle radici e un progetto sostenibile
Flavia ha spiegato che il pollaio mobile è un sistema in cui le galline vengono allevate al pascolo all’interno dei vigneti, in recinti che vengono spostati periodicamente. L’obiettivo è portare benefici sia al terreno sia agli animali, con galline che hanno sempre erba fresca, spazio per camminare e razzolare. Allo stesso tempo, le galline concimano naturalmente il suolo e mangiano insetti dannosi per le vigne. Le uova prodotte sono considerate di qualità superiore, grazie a studi scientifici che confermano un miglior organolettismo. Le uova vengono vendute direttamente sul posto o in punti di consegna sul territorio.
Un’esperienza in Argentina e un ritorno in Trentino
Flavia ha spiegato che la sua carriera in Argentina ha avuto un’influenza diretta sul suo progetto attuale. Dopo aver studiato agronomia e lavorato in aziende che si occupavano di colture idroponiche e orticole, ha deciso di tornare in Italia per motivi familiari. “Stavo per assumere un ruolo dirigenziale ma poi quattro anni fa abbiamo preso la scelta di partire, questa volta verso l’Italia”, ha ricordato. In Trentino, ha trovato un ambiente che le ha dato la possibilità di realizzare il suo sogno: il pollaio mobile.
Il progetto è nato grazie al bando “Sviluppo territoriale: dimensione donna”, promosso dalla Provincia di Trento per sostenere l’imprenditorialità femminile. Flavia ha ottenuto 13mila euro, uno spazio di coworking e la possibilità di realizzare un video promozionale. Il primo pollaio, con 35 galline, è ospitato nel vigneto della Fondazione Villa Salvadori Zanatta, dove opera la cantina Maso Cantanghel. La risposta dell’utenza nei primi due mesi ha sorpreso anche lei: “C’è stato un vero e proprio boom – racconta – consegno a Meano e ho punti di consegna settimanali a Lavis, Gardolo e Trento a San Severino. In questo momento ho addirittura finito le uova da quanto mi è squillato il cellulare negli ultimi giorni (sorride, ndr).”
Il ritorno al Trentino non è stato semplice. Flavia ha raccontato che, all’inizio, si sentiva un po’ in imbarazzo a fermare qualcuno per chiedere informazioni. Poi, davanti a una casa, ha incontrato casualmente un uomo incuriosito dalla presenza di quegli argentini e ha raccontato perché si trovasse lì, pronunciando i nomi di Tullia Ronz e Nello Diener. La risposta ha avuto un sapore cinematografico: “Guarda che la tua bisnonna era mia zia”. L’uomo viveva proprio nella casa in cui Tullia era nata. La coincidenza ha rafforzato il legame tra passato e presente, unendo due generazioni attraverso la terra e la famiglia.
Flavia guarda al futuro con entusiasmo. Il piccolo pollaio di Meano è soltanto il primo passo. “Voglio fare tutto a piccoli passi”, ha detto. Tra i progetti futuri, c’è l’idea di espandere l’allevamento, aggiungere un punto di imballaggio e persino avviare un’attività di ristorazione. Inoltre, vuole offrire consulenza agronomica ai produttori locali, aiutandoli a progettare e costruire pollai mobili da inserire nelle loro aziende. “Una delle strade che vorrei percorrere – chiosa Flavia – è proprio quella della consulenza agronomica, aiutandoli a progettare e costruire pollai mobili da inserire nelle loro aziende e magari occupandomi anche della vendita del prodotto finale.”



