L’Italia si prepara all’inverno con scorte di gas elevate, ma i prezzi restano sotto pressione a causa di tensioni geopolitiche e un aumento dei consumi. Nonostante le scorte siano al di sopra della media europea, il rischio di nuovi rincari persiste, alimentato da una situazione di incertezza sui mercati energetici. La situazione è resa complessa da un mix di fattori, tra cui la guerra in Medio Oriente, la riduzione delle forniture da paesi chiave e un consumo estivo in crescita.
Scorte elevate ma consumi in aumento
Le scorte di gas in Italia sono al momento al 85% del livello obiettivo, un valore superiore alla media europea del 69% e superiore a quella della Germania, che si attesta al 54%. L’Italia ha attivato un sistema di stoccaggio più efficiente rispetto ad altri Paesi, grazie a un meccanismo di compensazione che tutela le aziende che acquistano il gas in anticipo. Tuttavia, il consumo estivo ha registrato un incremento del 15% rispetto al mese precedente, portando a 3,7 miliardi di metri cubi di gas utilizzati nel mese di agosto.
Il consumo in estate ha spinto i prezzi del gas a nuovi massimi da fine 2022.
Prezzi in crescita e tensioni internazionali
Il TTF, l’indice internazionale del gas, si è mantenuto tra i 77 e gli 80 €/MWh, un valore che rappresenta un aumento del 20% rispetto a agosto e del 130% rispetto a un anno fa. Questa situazione è stata influenzata da una serie di eventi geopolitici, tra cui la guerra in Ucraina, la sospensione delle importazioni russe di gas e la guerra in Iran, che ha ridotto i traffici marittimi attraverso lo stretto di Hormuz e le forniture di gas dal Qatar. Questi fattori hanno creato una forte incertezza sui mercati energetici, con il prezzo del gas che rimane ai massimi da fine 2022. Le condizioni climatiche estive hanno ulteriormente complicato la situazione: il caldo ha spinto l’uso dei condizionatori, aumentando la domanda di energia. Di conseguenza, la produzione termoelettrica è cresciuta del 36% a livello mensile, contribuendo a un aumento del consumo di gas. Questo trend ha reso necessario un monitoraggio attento delle offerte sul mercato libero, per individuare eventuali opportunità di risparmio.
Monitorare le offerte per ridurre i costi
Le famiglie e le imprese sono incoraggiate a verificare le proprie tariffe e a confrontarle con quelle disponibili sul mercato libero. A livello indicativo, le migliori offerte dei fornitori partner di SOStariffe.it al 22 settembre hanno prezzi simili, con un range che va da 0,64 €/Smc per le forniture a prezzo fisso a 0,648 €/Smc per quelle a prezzo variabile. Monitorare periodicamente le offerte consente di individuare eventuali opportunità di risparmio senza attendere l’inizio della stagione fredda.
Le famiglie devono verificare di avere una tariffa competitiva per ridurre i costi.
Con l’arrivo dell’inverno, il consumo di gas potrebbe triplicarsi rispetto a quello estivo. Per questo motivo, è importante non farsi trovare impreparati e valutare le alternative disponibili sul mercato libero. Chi ha un contratto a prezzo indicizzato può confrontare lo spread applicato al PSV e verificare se ci sono margini per ridurlo, mentre chi ha un’offerta a prezzo fisso può confrontare la tariffa attuale con quelle di altri fornitori.



