Jesolo e altre località costiere della zona di Venezia si trovano a dover affrontare una situazione complessa legata al turismo balneare, con un equilibrio sempre più delicato tra attività notturne e il diritto al riposo. Il sindaco Christofer De Zotti ha sottolineato come spesso le ordinanze non bastino a risolvere i problemi, richiamando l’importanza di un dialogo tra imprese e amministrazioni. Il tema è emerso durante la nona edizione del Summit del G20S, in corso a Lignano Sabbiadoro, dove i sindaci della costa veneziana hanno portato le loro istanze e soluzioni.
Eventi spontanei e sfide giuridiche
La discussione ha riguardato in particolare la gestione dei grandi eventi e della vita notturna, con un focus su eventi spontanei attorno ai chioschi della spiaggia o nei bar, che non sono considerati locali da ballo. Il sindaco ha sottolineato come la questione sia soprattutto giuridica, soprattutto in termini di sicurezza. «Non sempre le ordinanze e i controlli sono efficaci», ha detto De Zotti, aggiungendo che c’è una maggiore attenzione al diritto al riposo, con un aumento delle segnalazioni ed esposti da parte dei cittadini.
Le amministrazioni si trovano in difficoltà a gestire la coesistenza tra attività notturne e riposo.
Il tema del lavoro stagionale è stato affrontato in un altro tavolo di discussione, con Roberta Nesto, sindaca di Cavallino-Treporti e coordinatrice del G20S, che ha sottolineato la difficoltà nel reperire personale tra le imprese. «Con stagioni più lunghe le aziende possono proporre contratti più lunghi, e questo può essere un valido incentivo al lavoro estivo», ha spiegato Nesto. Inoltre, vanno studiate iniziative di welfare aziendale per migliorare le condizioni dei lavoratori stagionali.
Proposte legislative e sviluppo del turismo
Il G20S ha anche discusso la necessità di migliorare i vari servizi e di rafforzare il target del lusso, con un focus su qualità e sicurezza. La proposta di legge depositata l’anno scorso, ora all’esame della Camera, mira a istituire le comunità marine, con la popolazione stagionale come parametro di riferimento per il dimensionamento dei servizi pubblici e per l’attribuzione delle risorse ai comuni. «In questi giorni ci sono le audizioni», ha concluso Nesto, «e prima di fine legislatura il nostro auspicio è che venga tradotta in legge, per poi cominciare un secondo percorso, quello importante della declinazione pratica».
La legge sulle Comunità Marine potrebbe offrire strumenti concreti per i comuni.
La questione è come configurare queste situazioni dal punto di vista giuridico, soprattutto a livello di sicurezza. In prima linea, ovviamente, i sindaci della costa veneziana, che nelle varie sessioni hanno portato le proprie istanze e soluzioni. Dove ci sono imprenditori che non fanno finta di nulla e amministrazioni che si attivano, si sono trovati dei compromessi.



