Manchester City condannato per 115 violazioni finanziarie
Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di quasi tutte le 115 contestazioni per violazioni finanziarie, in un caso che ha scosso il calcio internazionale. La sentenza, emessa da un collegio indipendente, ha accolto gran parte delle accuse avanzate dalla Premier League e da organi di controllo internazionali. Il club, che ha sempre negato ogni addebito, ha espresso la sua insoddisfazione e ha annunciato l’intenzione di presentare un appello. Le sanzioni, tuttavia, non sono ancora state definite e potrebbero variare da multe a sanzioni in classifica, fino alla retrocessione o l’esclusione dal campionato.
Il sistema di scambi ha permesso al club di aggirare le regole, grazie a un meccanismo complesso che coinvolgeva società estere e italiane. Secondo le accuse, il Manchester City avrebbe utilizzato un sistema di scambi tra club esteri e società italiane per evitare di rispettare le normative del Fair Play Finanziario.
Due contratti per Mancini: uno ufficiale, uno sottobanco
Tra le violazioni contestate al club, c’è anche il caso di Roberto Mancini, che al tempo era allenatore del Manchester City. Secondo un retroscena, Mancini avrebbe avuto due contratti: uno ufficiale con il club, che gli riconosceva uno stipendio di quasi due milioni di euro l’anno, e un accordo sottobanco con Al Jazira, un club di Abu Dhabi di proprietà dello sceicco Mansour, proprietario del City e membro della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti.
Il sistema di scambi ha permesso al club di evitare sanzioni, grazie a un meccanismo che coinvolgeva una società italiana, “Italy International Services”, che emetteva fatture per il lavoro di consulenza al City, che le trasferiva all’Abu Dhabi United Group, e da lì all’Al Jazira, che pagava Mancini. Questo sistema è stato accusato di aggirare le regole Uefa e della Premier League. Il Manchester City ha diffuso un comunicato in cui spiega che il procedimento «rimane in divenire», con «elementi significativi» ancora da definire e il vincolo di stretta riservatezza su tutto. Il club rivendica di aver rispettato per otto anni il giusto processo, affidandosi a un organo «indipendente, imparziale ed equilibrato», e ha già annunciato che, in caso di esito sfavorevole, presenterà appello.
L’inchiesta sul Manchester City ha origine da un caso più ampio, che ha visto il coinvolgimento di Football Leaks, un sito fondato da Rui Pinto, che ha reso pubblici documenti riservati sul club e su altri nomi di peso del calcio internazionale. L’indagine è iniziata nel 2018 e ha portato a contestazioni formali nel 2023, relative al periodo tra il 2009 e il 2018. Il club ha sempre negato ogni addebito, ma la sentenza del collegio indipendente ha dato ragione alla Premier League su gran parte delle accuse. La sentenza ha aperto la strada a possibili sanzioni gravi, che potrebbero avere conseguenze significative per il club e per il calcio internazionale. A questo potrebbero aggiungersi le cause di altri club convinti di aver subito un danno dalle presunte irregolarità, e le altre società della Premier sono già state informate dell’esito.



